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mercoledì 6 gennaio 2016

Nuovo progetto.

Nel caso in cui v'interessasse, blog nuovo nuovo per raccontarvi le mie avventure canadesi. Scritto anche in francese per imparare la lingua.
Non fate domande sul nome.

Gnanxiety

domenica 27 dicembre 2015

Cronache Cinesi 2014 - I know what you did last summer.

Dal momento che, per quanto riguarda i miei viaggi precedenti, mi sono sempre soffermata a descrivere le sinostranezze, questa volta mi sembrerebbe doveroso dedicare un post anche alle assurdità che noi giovani, sperduti, incoscienti laowai abbiamo, più o meno consciamente, fatto.
L'elenco potrebbe essere infinito, ma prometto che cercherò di contenere la mia prolissità. Forse.

- Lazy time: pigrizia over 9k
Il più grande ossimoro della vacanza (volendola definire tale) è quella di recarsi là sapendo di essere maltrattati negli allenamenti che in confronto G.I. Jane si sta godendo un picnic, e, nonostante questo, trasformarsi nelle persone più pigre sulla faccia del globo.
E la scusante "eh ma ci alleniamo siamo stanchi" è la balla gigantesca dietro la quale ci nascondiamo quando dobbiamo giustificare la negligenza delle più comuni azioni degli esseri umani.
Come buttare il pattume.
Il pattume andrebbe banalmente preso e buttato nel bidone che si trova esattamente sulla strada che dobbiamo percorrere per andare alla scuola. Ma no. Lasciamolo straripare.
Ci alleniamo, siamo stanchi.
Vogliamo parlare poi del fornelletto elettrico generosamente offertoci da Du per provare a fare il primo caffè prima che il suo non funzionamento facesse insorgere la rivoluzione per la conquista del forno a gas?
Piazzato in stanza sul comodino nella tattica posizione tra i due letti nella speranza che la mattina sarebbe bastato accenderlo per svegliarsi con l'aroma del caffè.

Posizione tattica
 Dopo minuti passati a cercare di tradurre le scritte cinesi finalmente capiamo come accendere lo strumento del demonio e...niente. 5 secondi e si spegne senza aver prodotto nulla di sublime e divino (caffè).
"bè non va."
"no"
"lo portiamo di là?"
"sì dopo"
Dove "dopo" è diventato un momento spazio-temporale di quasi 3 settimane.
Ci alleniamo, siamo stanchi
Fare il bucato.
Allora questa è una faccenda seria, non scherziamo.
Naturalmente l'istinto di sopravvivenza ci portava, nel 2013, a lavare le nostre cose quasi quotidianamente essendo provvisti solo ed esclusivamente di un catino dove poter lavare i nostri amati abiti.
Arrivati al momento topico (nel 2014) di essere in possesso di una lavatrice funzionante che ti scaricava l'acqua lercia dei tuoi vestiti da allenamento sui piedi, naturalmente, la pigrizia si è impadronita dei nostri corpi e il bucato veniva fatto quando strettamente necessario. E generalmente questo momento di panico capitava a tutti quanti nello stesso momento in modo tale da non sapere più dove cavolo appendere i vestiti o nei giorni umidi così la speranza di avere qualcosa di asciutto moriva sul nascere.
Per quanto riguarda le lenzuola. Oh andiamo. Sia quelle che il cuscino diventavano perfettamente puliti non appena rigirati dalla parte opposta. Et voilà! Come nuovi!
Ci alleniamo, siamo stanchi.

- Tuk tuk stop
Il 2014 è stato l'anno della totale indipendenza negli spostamenti. I nostri eroi avevano intrapreso questo lungo ed arduo viaggio già negli anni precedenti tentando di prendere il treno senza intermediari prima e avvalendosi di tattiche da ammaestratori di scimmie per salire su bus e taxi dopo.
Ma nel 2014 è arrivata la svolta. Un piccolo passo per l'umanità un grande passo per i nostri eroi.
Dopo un infruttuoso tentativo di girare a Luoyang conclusosi con la scorta di provviste al centro commerciale e il tentativo di ottenere un caffè, terminato con una crisi isterica da parte mia, ci siamo ritrovati sul bus che ci avrebbe riportati all'incrocio nel bel mezzo dell'inferno di caldo, polvere, clacson e regole stradali bistrattate e liberamente interpretate.
Una volta arrivati lì, il nostro saggio Du, ci aveva detto di avvertire così ci sarebbe venuto a prendere. Ma noi potevamo lasciarci sfuggire l'opportunità di mettere alla prova le nostre tecniche di ammaestramento? No. Corretto.
Così ci siamo lanciati in una contrattazione con l'omino a bordo di un tuk tuk (uno degli ultimi rimasti oserei dire).
L'omino ci ha sorriso per tutto il tempo prima di farci segno di salire a bordo.
Dunque siamo saliti speranzosi che lui avesse capito dove dovessimo effettivamente recarci e fiduciosi che, se non altro, a gesti avremmo potuto indicarglielo noi.
Così il tuk tuk la cui ultima revisione era stata fatta quando la Ford ancora produceva il suo primo modello d'auto e pulito l'ultima volta nel 15-18 è partito a tutta velocità. Ho visto vecchi con il deambulatorie superarci ed insultarci.
Tuttavia il nostro eroe è riuscito a portarci a destinazione sani e salvi deliziandoci, oltretutto, per l'intera durata del viaggio con una canzone della lirica cinese che veniva attivata grazie ad un interruttore tipo quelli delle lampade da comodino ed andava in loop continuo incoraggiato da noi che volevamo sentirlo cantare.




- Colazione
Noi italiani siamo famosi per il nostro gusto culinario e, ovviamente, anche per la nostra cucina rinomata in tutto il mondo.
Poi ci siamo noi, che andiamo nel luogo sperduto e mangiamo qualsiasi cosa. Regola fondamentale per la sopravvivenza: non chiedere MAI che cosa si stia effettivamente mangiando.
La regola numero uno è poi seguita da un paio di postulati che la completano: non guardare MAI dove viene tenuto il cibo, non domandare MAI il perché delle cose.
Ad esempio.
Uno dei lussi principali del 2014 era quello di avere la cuoca che per ogni giorno della settimana ci preparava i pasti diversificati (stiamo parlando di 3 pasti diversi al giorno e diversi da un giorno all'altro...cose che nel 2011 erano pura utopia).
Nonostante questo, la voglia di stupire noi laowai è forte nei cinesi. Quindi le colazioni si trasformavano in un'accozzaglia di cibi diversificati "perché sono buoni".
Voglio dire, a chi non piacciono le patatine fritte? Andiamo non mentite. Tutti le amano.
Quindi non vedo perché privarci di questa meravigliosa pietanza alle 7 della mattina insieme ad una merendina intrappolata in un pallone d'aria e del latte aromatizzato alla mela (così diceva la confezione).
E il caffè, chiaramente.






Nel prossimo post altri meravigliosi aneddoti su noi laowai ormai privi di buon senso.

mercoledì 9 dicembre 2015

Facciamoci conoscere.

Dal momento che io sono io nonostante questa decisione di muovermi oltreoceano, non potevo esimermi dal combinarne una delle mie.
La scorsa settimana, mentre mi preparavo per recarmi a scuola (oh sì, avete letto bene...a scuola...corso intensivo di francese, ma di questo parleremo un'altra volta) ho meticolosamente controllato le temperature (abitudine che sembra essere vitale da queste parti) dopodiché sono uscita di casa tutta baldanzosa e felice perché eravamo ben a 0 gradi e senza un fiocco di neve all'orizzonte.
Povera stolta.
Nelle mie converse imbottite che ancora ancora mi salvano dal freddo ho imboccato la strada verso la fermata del bus con il solito passo spedito da milanese imbruttita.
Niente neve. Non piove. Si sopravvive anche con le mani fuori dalle tasche. Cosa mai potrà andare storto?
Nulla. Solo che ho avuto un incontro intimo con il cosiddetto "black ice". Perché il maledetto non lo vedi. Non ricopre tutto il ciglio della strada e il marciapiede con una bella lastra opaca visibile. No, il maledetto si mimetizza, è tipo inglobato all'asfalto, non lo vedi fino a quando non ci metti un piede sopra e poi vedi quel piede davanti alla tua faccia e allora lì realizzi che sei finita su una lastra di ghiaccio e che stai cadendo come un'idiota.
Meno male che anni di allenamenti mi hanno insegnato a cadere in modo tale da salvare le apparenze e, possibilmente, ridurre al minimo qualsivoglia danno.
La mia gioia nell'essere riuscita ad ammortizzare la caduta si è vaporizzata nel momento in cui ho realizzato che, comunque, ero ancora sulla lastra di ghiaccio e che, nonostante tutta la mia buona volontà, ovunque io cercassi un punto di appoggio finivo comunque cercando di non sbattere la faccia per terra scivolando un'altra volta.
Da brava italiana D.O.C. quale sono ho snocciolato una serie d'imprecazioni degna di qualsiasi scaricatore di porto veterano del mestiere e qualche santo del calendario così da non farci mancare nulla.
Poi sono scivolata fino al bordo della lastra che, per la cronaca, era in mezzo alla strada, mi sono rialzata, ho chiamato a me qualche altro santo, e ho ripreso a camminare calcolando ogni passo come se ne andasse della mia vita. Cosa non troppo distante dalla realtà perché altrimenti mi sarebbero venuti a raccogliere ad aprile in primavera.
Voilà!

giovedì 26 novembre 2015

A new beginning.

So di essere stata negligente fino al midollo per qualcosa come...direi un anno bello e buono.
Ma tornerò (e no, non è sotto forma di minaccia. Forse).
Tuttavia posso provare a salvare le apparenze dicendo che la mia scusante è più che valida.
Tolto il lavoro che mi stava portando via davvero tantissimo tempo, la vera scusante è che ho deciso di fare un nuovo passo e prendere una nuova decisione.
E questa decisione è quella di abbandonare l'Italia (argomento spinoso lo so, lo so, infatti non ne discuterò affatto).
La meta è il Canada e, per essere precisi, in questo momento vi scrivo da Quebec City.
La mia nuova avventura è iniziata il 18 novembre e adesso vedremo come andrà a finire.
Vi aggiornerò e pubblicherò anche i post sulla Cina (questa volta sul serio), per il momento volevo solo rendervi partecipi di questo.











domenica 15 giugno 2014

AC Unity - E3 trailer

OMG!
Sono stupitissima da questo trailer uscito fresco fresco dall'E3 di quest'anno.
E da quel che ho visto dalle anteprime dei vari walktrhough deve essere bellissimo anche dal punto di vista del gameplay.
Le mie considerazioni sono le seguenti:
1- è un videogioco e sembra un film con attori veri
2- è la terza canzone di Lorde che ascolto ed è la terza che mi piace
3- però Ubisoft dai, non prendiamoci in giro....lo sappiamo tutti che la presa della bastiglia è stato merito di Lady Oscar!

domenica 6 aprile 2014

Got talent...


Giudice: "if you don't mind I really want to ask you, why do you dance?"
Bimbo: "because I like dancing, when I dance my mom laught, my mama says laughing is happiness"
G: "Junhao, tell me what is your dream?"
B: "my dream is to make people happy because I'm happy. Are you happy?"

lunedì 3 marzo 2014

Cronache Cinesi 2013 - Sino stranezze parte 3.

- Sconti improbabili.
Ovviamente in Cina è fondamentale imparare a contrattare. Bisogna contrattare su tutto: dal costo del taxi alla bottiglia dell'acqua, dalla maglietta al costo del cibo alle bancarelle. Credo che sia quasi assimilabile ad un fattore culturale per laowai. O contratti o sei un totale cretino disadattato.
All'inizio è strano, non ci siamo abituati e per cortesia non siamo portati a farlo. Poi quando capisci che non solo è normale, ma che a noi occidentali tendono a fare la cresta allora subentra la seconda fase che è quella della tirchiaggine assoluta che con il passare dei giorni acquisirà così tanti punti esperienza da passare di livello ad ogni nuova conversazione per l'acquisto di qualsivoglia tipologia di aggeggio inutile. Parlo di quella tirchiaggine dove passi 20 minuti a contrattare per avere sì e no 1€ di sconto nel migliore dei casi, per intenderci (dai 30 ai 50 centesimi quando si è in giornata buona).
Alla fin fine torni in Italia e vorresti contrattare con tutti. Cosa che in effetti fai quando vai al mercato.
Comunque, volevo parlare degli sconti improbabili che si riescono ad avere in Cina.
Ovviamente l'episodio si è svolto al silk market il regno del fake e della contrattazione.
Vado per comprare una cintura (non borchiata per una volta in vita mia) ed ovviamente il negoziante spara una cifra improbabile: cose come "per te posso farla a 200€". Credici. Naturalmente si riesce a scendere a qualcosa come 15€. A quel punto ottenere ulteriori sconti diventa difficile.
Il commerciante volendo fare conversazione per farmi dimenticare la mia gara al ribasso mi chiede per quale motivo sono lì e quindi gli racconto a grandi linee tutta la storia degli allenamenti, Tempio Shaolin eccetera eccetera (argomenti che, comunque, hanno sempre un grandissimo impatto sulla popolazione). Al che il tizio inizia a scavarsi la fossa con la frase "non ci credo". No aspetta. Ferma tutto. Ma in che senso? No perchè se mi avesse chiesto di dimostrarlo azzuffandoci, sinceramente, non credo che la mia assicurazione avrebbe coperto anche il recupero del cadavere maciullato (il mio, naturalmente). Per fortuna, però, il tizio voleva una dimostrazione semplice semplice. Un minuto di mabu.
Ragazzo, mi prendi in giro? Ma te lo faccio anche con lo zaino sulle spalle!
Ecco come guadagnare 50 RMB di sconto.
Solo in Cina!
EXP: 10000
Bargaining skills: level up.

- Magliette da urlo.
Questa è particolare.
Allora a Dengfeng si compiono molti acquisti durante il soggiorno. Beni di prima necessità, vestiario vario da allenamento e così via.
In mezzo a tutto questo si comprano anche capi di vestiario. Considerando che l'intimo è bandito dal comitato universale del buon gusto (e per dirlo io...) e che spesso gli altri capi si riducono ad improbabili t-shirt dall'accostamento cromatico al limite della crisi epilettica, l'unica soluzione è quella di comprare magliette da allenamento in taglia ridotta in modo tale da poterle utilizzare per andare in giro senza sembrare la brutta copia di qualche rapper.
A questo punto ci rendiamo conto che le magliette avranno le stampe classiche della serie "Tempio Shaolin", "Wushu" e così via. Idem per la comodissima tracolla.
Benissimo.
Guardiamo tutto questo da un punto di vista ampio.
Sarebbe come acquistare a Milano la maglietta con l'omonima scritta sopra, o con l'immagine del Duomo (per favore ditemi che non esiste veramente), o come comprarne una con la scritta "Roma" o con il Colosseo stampato. Ho reso l'idea?
Ok e adesso ditemi: quando voi vedete passare uno sconosciuto con una delle magliette elencate cosa fate?
a- lo guardate, capite che è un turista e stop
b- lo guardate, notate la maglietta/borsa ed iniziate ad urlare "ommioddio il Colosseo!"
Indovinate quale reazione avevano i cinesi?
All'inizio è anche divertente da tanto che è assurdo. Poi, sul lungo periodo, potrebbe trasformarsi in una gara a chi viene avvistato più volte e a quante urla si riusciranno a sentire nel corso della giornata.
In pratica sarebbe normale, per loro, se io in piazza Duomo mi mettessi ad urlare ad ogni maglietta di città avvistata.



Che poi, a dirla tutta, anche qua in Italia girare con la tracolla fa il suo effetto. Più di una volta ho sentito sussurrare "Shaolin sì" da qualche gruppo di cinesi in giro per la città.
Insomma è abbastanza strano no? Se io abitassi fuori dall'Italia non direi nulla vedendo qualcuno con la maglietta di Milano, figurarsi additarlo e urlare.
Ma i cinesi ci piacciono anche per questo giusto?

- Tagli di capelli.
Dunque qua c'è da fare, prima di tutto, un piccolo appunto.
La maggior parte dei cinesi ha un taglio di capelli standard, nulla di particolarmente bizzarro o fantasioso. Non ricordo di aver visto acconciature estremamente bizzarre o fulminanti. Sugli adulti.
Sui ragazzini, invece, ci sono da fare delle osservazioni.
Prima di tutto premetto di non conoscere nulla su eventuali "tradizioni" dunque non dovrei esprimere giudizi in merito anche perchè sarebbe molto stupido da parte mia.
Il primo ragazzino che vedi con il taglio alla Ronaldo quando il Brasile vinse i mondiali di calcio nel 2002 lo classifichi come la maggior parte delle cose che si vedono in Cina: bizzarro e quindi assolutamente e perfettamente normale.


Al quinto che ti capita della stessa età circa cominci a porti qualche domanda. Al quindicesimo concludi che, decisamente, non può essere una moda ma deve esserci qualcosa sotto.
Ma visto che siamo nella sezione dedicata alle stranezze è inutile parlare di tagli normali o simili.
Visto che ai cinesi piacciono le cose..uhm...particolari, qualche povero bambino, ignaro, è stato tosato in modo più che fantasioso.
Ho anche visto un ragazzino con la mela della Apple (per tornare ad una delle loro fissazioni) rasata in testa (figo il bambino targato con il simbolo di Cupertino!). Purtroppo non sono riuscita ad avere una testimonianza fotografica.
Ma vogliamo parlare di questo invece?


Sì, sì è un fiore.
Che poi è anche carino no? Ma ve la immaginate qua in Italia una simile capigliatura? Come minimo 2 giorni dopo scatterebbe qualche denuncia da parte di qualche benpensante.
Poi vabbè ci sono anche bambini che, invece, meritano le capigliature improbabili.


Con questa espressione che altro taglio avresti mai potuto avere?
Ed infine c'è chi si tosa appositamente per fare il bulletto della scuola.


Poi c'è anche chi merita il premio d'onore per mantenere vive le leggende.

Elvis è vivo!

- Sicurezza per non vedenti e per prossimi disabili.
Partiamo dal fatto che sia assolutamente ammirevole la propensione a mettere su ogni marciapiede le linee guida per i non vedenti.
Esistono anche in Italia. Un marciapiede sì e 100 no.
Quindi 10 punti per la buona volontà. Sia a Dengfeng che a Pechino, quantomeno sulle strade principali, esistono le linee guida e sono presenti, ovviamente, anche nelle stazioni ferroviarie e metropolitane (con tanto che tutte le linee nuove della metropolitana a Pechino hanno anche le barriere cosa che, vorrei ricordare, qua nella sviluppatissima Milano esistono solo sulla nuova linea lilla e basta).
Ma torniamo alle linee guida.
Dunque per chi non lo sapesse (lo dico perchè anche io non ne ero a conoscenza) le linee guida sono quelle strisce che troviamo sui marciapiedi o sulle banchine delle stazioni formate da una parte che segnale il percorso (quella fatta con le strisce) e una parte per segnalare l'arresto (quella con i "pallini"), la loro utilità primaria è quella di formare un percorso per non vedenti o ipovedenti in modo tale che possano avere una maggior sicurezza nei movimenti assicurando loro spostamenti sicuri.

Queste per capirci
Molto bene. Tolto che, come dicevo, in Italia esistono una volta ogni 100 strade, la maggior parte delle volte sono talmente inutili che potrebbero anche essere la strada numero 101 priva di percorso visto che sono sempre interrotte da strati di cemento o vanno a finire contro dei muri o dei punti assolutamente inutili.
In Cina, invece, ci sono, e sono ovunque.
Il problema non è la buona volontà nel volerle mettere. Il problema risiede nella reale comprensione della loro utilità.
Se lo scopo è quello di garantire un percorso sicuro allora, evidentemente, qualcosa nel corso di formazione su questo genere di segnaletica deve essere andato storto altrimenti non si spiegherebbero episodi come questo.


Un palo. Nel bel mezzo del percorso. Ma perchè?!
Altro fattore di disturbo è la capacità cinese di generare caos in qualsiasi situazione. Ne sono un esempio lampante gli incroci con milioni di bancarelle per strada.




Partendo da questi presupposti, dunque, non mi stupisce il fatto che anche i marciapiedi siano delle naturali vittime del pandemonio.

Nel caso in cui a qualche non vedente servisse una ruota di scorta.
Ed infine, non dimentichiamoci, delle cose a caso messe in mezzo ai marciapiedi.


Forse non è chiarissimo. In questa foto possiamo notare un meraviglioso, stabilissimo, inamovibile....cavo d'acciaio che attraversa tutto il marciapiede. Situato in diagonale per evitare il rischio che qualcuno essendo troppo alto o troppo basso possa mancare la possibilità di andarci a sbattere contro. Ma non preoccupatevi...dopo lo scontro potrete contare sulla segnaletica per terra!

Tanto di cappello, invece, per la sicurezza in metropolitana.




- Colorato è bello!
Ah! Questo punto è semplicemente adorabile.
I cinesi, come già si è visto per il vestiario, hanno una passione sfrenata per tutto ciò che è colorato.
Che bello vero?
No.
Va bene, non so quanto io possa far testo avendo un armadio dove il 90% dei capi è di colore nero, ma, credetemi, converrete con me su come "no" associato a "bello" in questo caso sia l'opzione più veritiera in assoluto.
Partiamo dal fatto che l'illuminazione di natale sia valida per l'intera durata dell'anno. Va bene, accettabile, alla fin fine si tratta di lucine festose e possiamo anche chiudere un occhio a loro favore.
Il problema è che lucine + colore + accostamenti psichedelici di giochi di luce = bello = utilizziamolo ovunque!
NO!
Passino le luci colorate nella piazza la sera che danno anche una certa atmosfera estiva di festa.
Ma i neon fosforescenti di almeno 3 colori diversi illuminati ad intermittenza sugli scooter? Compresi quelli sui cerchioni delle ruote?
Avete capito che direzione sta prendendo la questione luci/colori?
Purtroppo questi mirabolanti avvistamenti sono visibili solo di notte quindi l'archivio fotografico pecca un po' nel potervene dar prova. Credetemi sulla parola.
La maggior parte dei veicoli cinesi farebbe impallidire d'invidia qualsiasi auto presente ad un raduno di tuning.
Voglio dire, anche il minivan del cuoco nel 2012 aveva un impianto luci (e stereo coordinato) che nemmeno nelle migliori discoteche vip avreste potuto trovare.
Anche gli esterni, comunque, danno spettacolo.

Il bordello vicino alla vecchia Scuola a Dengfeng

Illuminazione natalizia ad agosto




Ovviamente nella categoria "colorato è bello" rientrano anche i semafori. Sono stati posti ad ogni incrocio non per una reale utilità quanto, invece, per la loro meravigliosa bellezza psichedelica nel cambiar colore. Infatti tutti li guardano ammirati, ma non se li fila nessuno per rispettare le norme stradali.
Gli incroci sono una sorta di girone infernale di auto che passano e pedoni che attraversano. Tutti nello stesso momento. Però hanno delle meravigliose lucine ad illuminare il caos.

giovedì 27 febbraio 2014

Award.

Con grande orgoglio rispondo a Zion e Viviana che mi hanno nominata per questo premio.

Spero che valga rispondere alle domande in una volta sola :)
Dunque vediamo:

1- Quale data imposteresti nella macchina del tempo?
Onestamente non saprei. Mi piacerebbe una data futura per poter vedere quali saranno i progressi dell'umanità, ma non mi dispiacerebbe nemmeno fare un passo indietro per vedere non solo in foto com'erano le realtà nelle quali vivo adesso. Fondamentalmente credo che la setterei sull'adesso per la pace di tutti e soprattutto mia perchè tanto ci sarà un motivo se il mio tempo è ora no?

2- Che arma useresti per abbattere l'ostacolo che t'impedisce di realizzare il tuo grande sogno?
Chiaramente la testa.

3- Teletrasporto: dove andresti in questo istante?
Non è scontata la risposta? ;)

4- Quale libro vorresti poter vivere?
Uh, questa è difficile. Non direi uno dei miei libri preferiti perchè fondamentalmente non è che sia meraviglioso seguire Holden nei suoi viaggi mentali o trovarsi non vedenti in Cecità. Però forse non mi dispiacerebbe affatto trovarmi in una storia scritta da Murakami. Una qualsiasi.

5- Di quale film vorresti essere protagonista?
Credo nessuno a dire il vero.

6- Il piatto che hai sempre sognato di riuscire a fare ma non sei mai riuscito/a o non hai mai osato provare?
Credo che questa domanda sia uno scherzo. Io la trovo quantomeno estremamente sarcastica in effetti. Non so, volete veramente un elenco? Potremmo partire dal cuocere decentemente della carne (che magari mi son ricordata di scongelare per tempo), ma non vi preoccupate....anche non scuocere i noodles sarebbe un bel traguardo!

7- Cosa faresti con 100€ trovati per strada?
100? Oh bè, che strana cifra. Onestamente non saprei..

8- La casa dei tuoi sogni come e dove sarebbe?
Sarebbe in mezzo alle montagne, con un bel camino e delle vetrate per non nascondere il paesaggio.
Alla prima nevicata me ne pentirei ma...pazienza :)

9- Hai a disposizione per 2 ore u grande chef, cosa gli chiederesti di prepararti?
Non essendo un'amante dell'alta cucina credo onestamente che userei questo pover'uomo per rimpinguare le scorte di cibo surgelato monoporzione nel mio freezer. Scusa chef eh..

10- Devi scegliere tra un magnifico quadro e una magnifica fotografia, quale sceglieresti?
Sono due cose nella mia testa troppo diverse per poter scegliere così su due piedi. Da una parte c'è tutto un lavoro dietro impressionante e dall'altra la capacità di prendere quell'attimo nel momento giusto e con tutte le cose giuste...un secondo prima non sarebbe andato bene ed uno dopo nemmeno. Non saprei.

Secondo le regole del gioco ora dovrei nominare le persone per questo award ma...come sempre non saprei chi e non credo di averne nemmeno 10 in effetti, senza contare che molte delle persone che nominerei hanno già risposto quindi ne nomino una e lascio agli altri la libertà di scelta (e sì quindi questo vi nomina tutti in automatico!)

La persona che scelgo è
Andrea - il mio Bro :)

mercoledì 26 febbraio 2014

Nuntio vobis...

...gaudium magnum...habemus internet!
Dopo quasi 2 mesi di assenza finalmente ho nuovamente una linea internet (grazie fastweb, ora vediamo quanti secoli ci vorranno perchè tu accolga il mio reclamo sulla bolletta).
E per festeggiare la meravigliosa notizia riesumerò uno scritto Visentiniano risalente all'epoca dei mesi bui senza internet quando ancora vivevamo spensierati e studenti nella vecchia via Sibari.


"Sociologicamente parlando si tratta di un caso sproporzionatamente raro, peró esiston ancora. In un "mondo globalizzato e ipercybertronico" (Abruzzese, 2003) vivono ancora persone che non possono usufruire di quel "mezzo di comunicazione globalizzante" (Gates, 2002) che é internet.

Noi li abbiamo trovati...si tratta infatti di noi. Ovvero Serena C. che per questioni di privacy la chiameremo Zoccola e il sottoscritto Alex V. che per convenienza chiameremo Le Cruch.
Le Cruch e Zoccola vivono da 2 anni nella Sibari avenue e nonostante tante complicazioni legate a vicini di casa, padroni di casa e organizzazione se la sono "cavata abbastanza bene" (Democrito, 430 a.C.), eppure l'ultimo anno di questo decennio, che addirittura é un "numero dispari" (Einstein, 1937), li ha messi alla prova piúcchemai. Ci sono stati rischi di "defenestramenti" (Castagnola, 2009) e a volte si rischiava di finire in un "osso buco" (terminilogia per indicare il senso unico, Visentin 2006), peró sono comunque riusciti a soppravvivere all'indiscrivibilmente e psicologicamente impegnante assenza di internet.

Ora che hanno superato questa dura e ardua prova sono tornati piú forti e convinti di prima. Perché "quel che non ti uccide, ti fortifica" (Ferro, 2004). Siamo tornati, siamo pericolosi, siamo dappertutto...
E il sipario si riapre.

Le Cruch"

domenica 10 novembre 2013

Cronache Cinesi 2013 - Quel che resta.

Come avevo già accennato vagamente nei post precedenti, a Dengfeng, per quel che ho potuto vedere io nel corso di 3 estati, i cambiamenti sono all'ordine del giorno. Sono repentini e non si torna indietro.
Ho deciso di dedicare un post esclusivamente a quest'aspetto. Ma prima di iniziare a scrivere le considerazioni su ciò che ho visto trasformarsi a distanza di un anno o proprio sotto ai miei occhi volevo dedicare un post in solitario ad un cambiamento che è difficile analizzare con obiettività e distacco.
Questa è una sorta di dedica alla vecchia Scuola.
Come saprete, per chi legge, la Scuola che ci ha ospitati nel 2011 (e chi anche negli anni precedenti) in un non ben specificato periodo del 2012 ha chiuso i battenti ed infatti noi laowai ci siamo trovati sballottati prima nella struttura all'interno dell'area del Tempio Shaolin e successivamente nell'edificio con vista lago.

Questa era la Scuola nel 2011.







Nel 2012, ormai destinata ad essere demolita come quasi tutti gli edifici su quel lato della strada, era dismessa.
Quando siamo riusciti a varcare il cancello il paesaggio era a dir poco desolante (come se non lo fosse già l'ingresso spoglio).
Davanti a noi un edificio vuoto e un cortile privo degli aspetti che lo avevano caratterizzato l'anno precedente.
Spoglio, ma con ancora le foto attaccate ai muri.





Quest'anno questo era quello che ci si presentava davanti agli occhi.







Macerie.
Niente se non macerie e indumenti abbandonati e calcificati tra un masso e l'altro.

Nel dirlo così sembra quasi un niente, un altro cambiamento, un altro aspetto dell'evoluzione del luogo.
Ma facciamo un passo indietro.
Facciamo un salto nel 2011.
Per quanto io possa, adesso, sostenere che le 2 esperienze successive siano state sotto molti aspetti molto più redditizie e formanti, non posso certo dimenticare quello che è stato.
Il 2011 è stato l'anno nel quale si è avverato un sogno che era quello di poter, finalmente, andare in Cina.
L'anno dell'entusiasmo dove tutto era nuovo, tutto era da vedere, scoprire, provare con gli occhi di una persona che ancora non riesce a concepire il fatto di essere dall'altra parte del mondo nel luogo che ha bramato per anni.
La parte del mondo giusta.
La Scuola è stata l'occasione, è stata il pretesto, è stata materialmente il toccar con mano un desiderio.
La Scuola è stata "casa" per 3 settimane. Il palcoscenico di molte, moltissime cose. Sentimenti che passavano dall'entusiasmo alla "depressione" nel vedere che anni di allenamenti portavano a meno di mediocri prestazioni, per arrivare alla determinazione ed infine alla malinconia nell'andar via.
Quella malinconia che mentre stai per salire sul furgoncino in direzione Zhenzhou ti fa dire "non fate quelle facce non riuscirete a farmi piangere" e che poi, una volta varcato il cancello, si trasformava in lacrime.
Le stesse lacrime, tra l'altro, che hanno fatto la loro comparsa quest'estate nel vedere un cumulo di sassi coprire le felpe con il nome della Scuola stampato sopra.
3 settimane possono sembrar poche per arrivare a provare un senso di vuoto nel vedere certe immagini. Ma non lo sono.
La Scuola era tante cose e tra queste era anche un insieme di persone, di volti e di personalità con le quali ci si è scontrati e incontrati. Vite che si son riviste ed altre che, probabilmente, non si vedranno più.
La Scuola era un po' un simbolo.
Ed ammetto che scrivere questo post in questo determinato momento non sia qualcosa del tutto casuale.
Perchè la Scuola, sebbene in altre sembianze, in un altro luogo, in diverse modalità ed in diversi volti c'è ancora.
Ed è un po' così che mi sento io adesso mentre cerco di capire che cosa sarà della mia vita marziale mentre provo a realizzare ancora una volta il sogno di ritornare attraverso un lavoro che mi darà soddisfazioni ma non la possibilità di allenarmi. Mentre cerco le motivazioni per avere ancora vivo e forte l'entusiasmo passando sopra divergenze di pensiero e di obiettivi.
Mi sento come quel cumulo di macerie di qualcosa che in passato è stato e adesso è altro altrove.

mercoledì 30 ottobre 2013

Cronache Cinesi 2013 - Sino stranezze parte 2.

- Ubriachiamoci.
Dunque, non è che lo facciano solo i cinesi e di giochi per ubriacarsi ce ne sono a bizzeffe. Gli studenti universitari, poi, ne conoscono un discreto numero.
Tuttavia è divertente vedere come possano esserci delle sorprese interessanti cambiano stato/continente.
Se poi è proprio dei cinesi che parliamo allora, ovviamente, bisogna prepararsi a qualche stranezza.
Il primo gioco probabilmente esiste anche qua.
Noi laowai lo abbiamo sperimentato lo scorso anno durante la serata fuori per salutare due nostri amici che sarebbero partiti il giorno seguente.
In pratica si esce a cena, si mangia, si beve normalmente fino a quando non è ora di andar via. A quel punto le non so quante lattine acquistate devono essere finite, ma si è arrivati al punto nel quale nessuno decide di offrirsi come martire per berle. Dunque si va a "fortuna".
Una persona (nel nostro caso specifico Coach Du) batte sul tavolo con le bacchette tenendo gli occhi chiusi mentre noi ci passiamo una bottiglietta vuota. Quando lui smette di battere chi ha la bottiglietta in mano deve bere.
Ovviamente il gioco era diventato "facciamo bere Serena a tutti i costi e riempiamole il bicchiere fino all'impossibile".



credevo che fosse a fuoco.


Il secondo giochino l'ho capito solo quest'anno.
Dopo 3 anni che vedevo gente urlare numeri come se non ci fosse un domani ho capito il funzionamento del gioco. Circa.
In pratica ci sono due tizi che si "sfidano" e in simultanea dicono (sbraitano) un numero a testa ad una velocità notevole fino a quando, per motivi prima oscuri, uno inizia a bere. Quest'anno un ragazzo a Pechino incontrato per caso in un locale a caso in una strada abbastanza fighetta e occidentalizzante ha avuto il buon cuore di spiegare il funzionamento. In pratica ognuno dice un numero se poi i 2 numeri detti sono attigui chi ha detto quello più alto deve bere (esempio: io e x stiamo giocando, io dico 3 e lui 4 lui beve, io dico 3 e lui 5 allora è nullo). Questo il senso generico.
Comunque la parte fondamentale di questo gioco è urlarsi contro stando a 30 cm di distanza.

- Sputare
Questa è un'usanza della quale, suppongo, molti siano a conoscenza.
I cinesi sputano. E con sputano intendo che tirano degli scaracchi che devi pregare non ti arrivino mai addosso.
Se non erro durante le olimpiadi del 2008 erano stati distribuiti dei bicchierini da usare come sputacchiere per evitare di scandalizzare i civilizzati (?) occidentali.
Comunque, la prima esperienza di scaracchiamento l'ho avuta nel 2011 poco dopo aver messo piede fuori dall'aeroporto. Un buon metodo per farmi sentire subito parte integrante dell'ecosistema.
Per quanto io non trovi particolarmente disturbante questa usanza, devo ammettere che in certi casi sia rimasta abbastanza allibita.
Voglio dire, una cammina per strada e incrocia una carinissima vecchietta, sufficientemente curata nell'aspetto (per quanto possa esserlo una vecchietta a Dengfeng), pettinata, ben vestita, con tutti i denti al posto giusto, magari ti sorride anche. E poi inizia a caricare dal centro della terra il giga scaracchio che sputerà, se sei fortunata, dall'altro lato del marciapiede.
Oppure al ristorante.
Una sera siamo andati a mangiare al Beijing Dayalì un hotel con ristorante nel centro di Dengfeng. Un ristorante di fascia medio alta per intenderci. Era il compleanno della mamma del ragazzino che si allena con noi ed eravamo talmente tanti che alla fin fine ci hanno messi in una saletta privata. Una saletta di tutto rispetto eh. Tavolo rotondo gigante, bacchette di lusso, tv, divanetti, bagno privato, cameriera fissa.
Per noi che arrivavamo da un luogo popolato da ragni, scolopendre, scarafaggi e iddio solo sa che altro, che lavavamo le nostre cose una volta alla settimana è stato come essere catapultati nel resort 5 stelle per ricconi.
Bè insomma mentre ci stavamo croggiolando in questo pseudo status sociale di alta classe la nostra personalissima cameriera, come se nulla fosse, ad un certo punto ha iniziato ad emettere un suono sospetto e mentre tutti, e sottolineo tutti, noi laowai ci siamo girati a guardarla ha scaracchiato brutalmente nel cestino vicino alla teira.
Rumore di vetri infranti, bentornati alla realtà!



Per non parlare, infine, di coloro che al ristorante prima ti guardano, poi quando incroci il loro sguardo propongono un brindisi e quando ti giri per continuare a farti gli affari tuoi scaracchiano nel cestino sotto al tavolo. Certe volte abbiamo sinceramente pensato che fosse un presagio di morte.

- Sicurezza sui mezzi a 2 ruote.
Forse di questo avevo già fatto qualche cenno qua e là.
Ma vale comunque la pena rinfrescare la memoria.
Partiamo dal fatto che vedere qualcuno con un casco è un evento più unico che raro.
Tuttavia non è questo il problema.
Oh no, assolutamente.
Avere o non avere il casco, viste le situazioni che abbiamo incontrato, era, in tutta onestà, qualcosa di assolutamente secondario e trascurabile.
In Cina d'estate la decappottabile è troppo mainstream quindi armiamoci di scooter, rigorosamente elettrico (e su questo tanto di cappello...se poi tutti gli altri elettrodomestici non fossero di classe z+).
Lo scooter è probabilmente uno dei mezzi più fighi insieme alle macchinone di produzione cinese con risultati miserabili nei crash test.
Dunque possiamo vedere i solitari andare in scooter, poi le coppie con lei seduta dietro in stile anni 50, infine, perchè no, le famiglie.
Genitori e 2 bambini? Tutti sullo scooter! E vogliamo non metterci anche il nipotino? Ma va, mica vorrete lasciarlo a piedi, portiamo anche lui. Del resto, si sa, gli scooter sono omologati per 5.
Ma la coppa come miglior combinazione va, decisamente, alla coppia padre-figlio vista a Pechino con il padre che guidava e il bambino seduto dietro in posizione contraria alla direzione di marcia che stava giocando con un tablet.

oddio un casco!
E dal momento che lo scooter è molto cool perchè non adornarlo con simpatici (e probabilmente utili) accessori?



- Vestiario.
I cinesi hanno un gusto tutto particolare per il vestiario e questa loro peculiarità spesso si manifesta nella produzione di capi di abbigliamento...come dire....particolari.
Quelli che saltano subito all'occhio sono le marche famose riviste. Questi già dal primo anno sono stati soggetto di divertenti visioni.




Seguono, poi, i capi di abbigliamento impensabili.
Ovviamente non è che io sia stata a fotografarli tutti. Anche perchè avrei passato la mia estate a fare solo quello. Tuttavia devo dire che entrare in certi negozi faceva davvero accapponare la pelle. Eppure, io dico, le persone in giro non sembrano essere vestite in modo così bizzarro. Diciamo che vanno di pari passo con l'ambiente. Ok, forse sono un po' bizzarre. Ma alcune cose viste appese in vendita erano oltre questo stadio. Erano la versione kitsch del kitsch. Erano così assurde e brutte da poter quasi essere belle.







ah no scusate, queste esistono anche in Italia...

Ma la migliore è questa.


L'esempio lampante del meraviglioso mondo dell'intimo femminile. Quella che vedete sul davanti, ebbene sì, è una cerniera. Per una bellissima, comodissima, utilissima, multiuso....tasca. Che cos'avevate pensato uh?

-Taxibus
Le nostre esperienze con i mezzi di trasporto cinesi sono esponenzialmente incrementate con il passare degli anni.
Il primo anno abbiamo preso il bus poche volte giusto perchè magari eravamo troppi per metterci a cercare due taxi. Salivamo sul 2, che tanto fermava davanti alla Scuola, e scendevamo nella via principale (quella del raviolaro e del DDDcSSSSS per intenderci). 1RMB a testa per la corsa e via.
Il secondo anno lo abbiamo preso qualche volta in più. Uscendo dall'aerea del Tempio c'erano i vari bus diretti verso la città (questo una volta superata la barriera corallina di cinesi che ti urlano addosso per chiederti se vai in città e che nel caso ti darebbero loro un passaggio). Noi salivamo sull'8 e per 3RMB a testa arrivavamo quasi in centro città. Poi è capitato di prendere qualche bus velocemente anche una volta a Dengfeng, ma in genere è un'occasione rara.
Quest'anno, trovandoci nella via di mezzo, ci siamo dovuti adattare in qualche modo.
Ovviamente il bus era una soluzione molto gettonata anche perchè è difficile trovare taxi che dal Tempio vadano verso la città e siano vuoti. (ovviamente questo escludendo gli abusivi che si fermavano).
Dunque 8 anche quest'anno e via in città.
La sera i bus finiscono il servizio verso le 19.30 (o almeno così era per questo con la tratta "extraurbana").
Il giorno che siamo andati in città per festeggiare il ragazzo americano che sarebbe partito il giorno dopo, ci siamo presentati sul ciglio della strada all'alba delle 19.29 ormai rassegnati a dover cercare dai 2 ai 3 taxi.
E invece ecco arrivare il bus e la sua ultima corsa.
Tolto che ormai la sciura che raccoglieva i soldi ci conosceva tutti quanti e quindi se la rideva ogni volta che salivamo facendo la solita caciara, quella sera è successa l'esponenziale meraviglia.
La sciura ci chiede dove stiamo andando per poi dire all'autista dove fermarsi. Noi le diciamo il nome della via e poi, di conseguenza, la fermata alla quale dovremmo scendere. (N.B. la fermata, in realtà, è casuale per quel bus..."oh devo scendere!" e il tizio si ferma).
A quel punto lei e l'autista si parlano e la sciura ci dice che per 5 RMB ci avrebbe portati all'incrocio con la strada dove saremmo dovuti andare noi.
Aspettate.
Ve lo rispiego.
Per 2 RMB in più rispetto al normale costo del "biglietto" (come se ce ne avessero mai consegnato uno), il bus avrebbe deviato dalla sua tratta normale per portare 9 persone più vicine al punto di arrivo.
E vorrei anche far notare che non è che fossimo esattamente gli unici sopra al bus.
Quindi abbiamo scoperto che in Cina, ebbene sì, i bus possono diventare dei taxi.
Ah, scusate. Ho dimenticato di menzionare un piccolo dettaglio. Piccolissimo e trascurabile. Come il fatto che il bus abbia fatto inversione di marcia così a caso poco dopo essersi accorto di aver mancato l'incrocio.

Il lusso dei coprisedili marcati Apple

Deposito dei bus a Dengfeng

Dal Tempio alla città

La sicurezza era obbligatoria. Nessuno poteva viaggiare stando in piedi. Ma la porta aperta...dettagli

Moderno sistema per rinfrescarsi

La sciura dei soldi dello scorso anno

- Oggetti.
Questa macrocategoria nasconde, a dire il vero, varie sfumature.
Premesso che i cinesi detengono la coppa per la produzione di oggettisca inutile, le migliori chicche si vedono nei negozietti o nelle bancarelle che hanno proprio la funzione di distribuire tali...cose.
A questo bisogna, poi, aggiungere anche la loro fissazione per 4 cose: le riproduzioni fake, la Apple, la Tour Eiffel, il kitsch.
Fissazione 1:
naturalmente il regno del fake è il silk market dove ogni cosa, ci potete giurare, viene riprodotta fedelmente all'originale (compresa la scritta della marca), ma, ovviamente, è tanto originale quanto io sono cinese. E cioè solo con l'intenzione.
Dentro al silk market troviamo tutto...dal vestiario, alla tecnologia, alle action figures, alle scarpe e così via. Naturalmente all'ingresso del silk campeggiano giganteschi slogan che t'incoraggiano ad acquistare solo cose originali e a combattere le riproduzioni non consentite.
Il fatto che poi vendano il tablet Samsung Galaxy G3 non esistente nel resto del mondo sono meri dettagli.





anche la pizza fake...
Ma non solo al silk possiamo trovare queste chicche.
Anche a Dengfeng non si scherza.


In tutto questo, però, il fake più fail di tutti è sempre e soltanto uno.
Il caffè.




Ogni volta che ne richiedi uno sai già che te ne pentirai amaramente. Tuttavia lo fai lo stesso perchè vivi nella speranza che prima o poi tu riesca a berne uno decente.
Ok avere la moka, ma ci sono menti nei quali ne avresti bisogno anche in giro.
Quindi dopo aver passato 15 minuti. Sì 15. Dove hai cercato di farti capire, hai quasi scavalcato il bancone in un impeto d'isteria per andare alla macchinetta a fartelo da sola, ecco arrivare la tua tazzina di caffè. Generalmente riempita quasi fino al bordo se non hai avuto la prontezza di urlare alla tipa di fermarsi prima.

Fissazione 2
ormai lo sappiamo tutti. Apple è diventato un simbolo non indifferente blablabla tutto quello che volete.
Ok. Quindi essendo figo e cool e tante altre parole improbabili allora, giustamente, perchè non marchiamo Apple ogni cosa?
Del resto lasciare la mela morsicata solo sui pc o i cellulari non è riduttivo?
Abbiamo già visto i meravigliosi coprisedili del bus, così come il maglioncino (direttamente dalla collezione segreta di Steve). Vogliamo vedere che altro si sono inventati?


sì, è un ventilatore

l'accendino utilizzato per accendere gli incensi...quanta profanità..
Altre chicche, purtroppo, non sono state immortalate, ma fidatevi che ne eravamo circondati. Provate a pensare a qualsiasi cosa, qualsiasi tipologia di oggetto o altro e state sicuri che da qualche parte avreste trovato qualcosa con la mela morsicata (zaini, scarpe, maglie, intimo, borse...)

Fissazione 3
Sebbene ai Cinesi l'Italia piaccia bisogna ammettere che per loro la Francia abbia molto più fascino. O meglio, che per una sola cosa della Francia valga la pena di sperperare soldi e tempo nella sua riproduzione: la Tour Eiffel.
Immagini e riproduzioni in diverse dimensioni sono presenti ovunque.
Tuttavia non sono del tutto convinta che sappiano con precisione dove sia ubicata.



Eccola qua...meravigliosa, portatile o come soprammobile e...no aspettate...ma questa?


Volendo sorvolare su quella rosa fluo con le nuvolette, ma l'altra? Vi prego...spiegatemi perchè...perchè è stata dipinta con i colori della bandiera inglese?

Fissazione 4
Ovviamente questa macrocategoria potrebbe presentare infiniti esempi. Il kitsch è la colonna portante di qualsiasi cosa in Cina.
Varrebbe quasi la pena di dedicarci un libro.
Considerando che le cose dei supermercati le raccoglierò a parte qua possiamo vedere come alcuni oggetti siano stati prodotti per deliziare, soprattutto, l'incredulità occidentale. Del resto sarebbe quasi impensabile arrivare a produrre determinate cose. Ma non dimentichiamoci che è della Cina che stiamo parlando.
Del meraviglioso mondo dove qualsiasi assurdità diventa reale ed acquistabile.

un orologio (notare anche qua il richiamo alla Apple)

tazze

una meravigliosa sfera in vetro pitturata con polvere di giada. E una terrificante immagine.





gelatina



credo che non meriti commenti...parla da sola

anche qua i commenti sono superflui


questa è semplicemente meravigliosa...uno schiaccianoci che dovrebbe essere presente in ogni casa!