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venerdì 26 febbraio 2016
martedì 23 ottobre 2012
Casi umani.
Ogni genere di lavoro presenta i suoi casi umani.
Ma penso di poter affermare, senza presunzione lo giuro, che nel campo della ristorazione si facciano avanti quelli più assurdi.
Voglio dire, anche quando lavoravo all'URP ne arrivavano alcuni impensabili o al limite dell'umana immaginazione.
Ma non ne ho mai visti così tanti come quelli che compaiono in pizzeria/bar/pub.
Ora non è che me li ricordi tutti, ovviamente, specialmente quelli delle esperienze lavorative precedenti. Quindi ve ne illustro alcuni recenti e freschi freschi.
Così poi capirete perchè vorrei girare perennemente con uno shotgun in mano ed avere la libera licenza di uccidere a mio piacimento.
- La bionda catatonica: dunque, quest'amabile ragazza in genere si presenta in pizzeria alle 6 spaccate e cioè all'inizio del servizio della sera quando i ragazzi stanno ancora accendendo il forno e preparando i vari ingredienti. E io ho appena messo piede in sala. Ordina una quantità di cibo infinita e porta a casa sempre quelle 3/4 birre da 66. E vuole la pizza subito. Dal momento che dovrà aspettare io, cercando di essere gentile e non irritata ancor prima dell'inizio della serata, la prima volta che l'ho vista le ho detto "se vuoi puoi accomodarti....magari a quel tavolo così io nel mentre pulisco la sala" e lei "ok". E si è seduta su una sedia nel bel mezzo della sala. Il genio.
- L'alcolista anonimO: questo è un signore all'apparenza distinto. Che arriva sempre verso le 2 del pomeriggio a bersi i suoi 2 limoncini (in un bicchiere più grande apposta per lui). E se ne sta lì a guardarsi intorno. Ogni tentativo di conversazione decade in 10 secondi netti. Infatti adesso nemmeno provo a conversare visto che poi si finirebbe con un imbarazzante silenzio con lui che ti guarda sorridendo e con te che non sai più che cosa dire. Una volta mi sono messa a discutere del tempo. Non so se è chiaro. Del tempo...cioè cose come "eh...fa un po' freddino per essere solo fine settembre non trova?"
Adesso ho fatto voto di silenzio.
Questo distinto signore, inoltre, fa il giro di tutti i locali della zona...due limoncini qua, due là fino ad esaurimento bar. O soldi. O capacità di ricordarsi in quale bar non sia ancora passato.
- L'alcolista anonimA: lei è la tipica persona che dovrebbe davvero iscriversi ad un gruppo d'ascolto. Arriva in 2/3 round a comprarsi la sua bella Moretti da 66. Che io dico...ma vai a prenderti una cassa al Billa 2 traverse più avanti no? Ti costa meno perdio! E quando arriva è comunque già alticcia. Lo si vede da come non riesce ad aprire il portafoglio o dallo sguardo vacuo che ti fa quando aspetta che tu le dia il resto. E poi ogni volta se ne esce con un "eh io avevo chiesto di assumermi se ne avessero avuto bisogno" (non esattamente con i tempi verbali giusti...) che ti fa sentire un po' una merda per essere lì. Tra lei e il collegamento diretto al fusto di birra che svuoterebbe nel corso del servizio.
- I ragazzini: quelli della scuola lì vicino. Il venerdì escono sempre alle 2. Quindi il venerdì sai già che non arriverai mai a casa alle 2 e mezza come dovrebbe essere. I simpatici microbi si ammassano davanti all'entrata urlando tra di loro (perchè nonostante la giovane età credo abbiano già problemi di udito). Dopo aver deciso le sorti del mondo finalmente entrano. Li saluti e non rispondono. Si guardano intorno. Escono. Entra la madre di qualcuno di loro che con scazzo ti chiede "perchè non c'è posto per i ragazzi?" ("perchè quella massa di cretini non ha chiesto" vorresti rispondere) "perchè suo figlio e i suoi adorabili amici non hanno chiesto e non è nostro uso rapire bambini e non farli uscire prima che abbiano parlato". Così prepari il tavolo e sai già che ordineranno coca cola e pizza con le patatine che lasceranno per metà nel piatto, per un quarto nei loro stomaci e per il restante quarto sul pavimento.
E con i ragazzini arrivano anche le domande stupide. Come ad esempio "scusi ma questa è una coca cola media? perchè io la volevo piccola" "è. una. (fottuta) lattina. se vuoi te ne bevo un po' io". O ancora "scusi quanto costa la pizza?" "6,50" "e la coca cola?" "2" "e il dolce quanto costerebbe?" "4" "quindi..." "quindi fa 12,50""ah. ma se prendo il dolce non riesco a pagare con 10€?" "prendessi. e no, non ci riusciresti."
Non è che io voglia per forza essere acida, ma certe volte non posso farne a meno. E comunque i bambini non lasciano mance sicchè almeno con loro posso sfogarmi.
Continua....
Nella prossima puntata:
la nostra eroina affronta i casi umani che chiamano per le consegne a domicilio.
Imperdibile!
sabato 8 settembre 2012
Cronache Cinesi 2012 - Vivere con/come le bestie.
Avevo promesso anche un post su questo divertente aspetto della permanenza cinese e quindi eccolo.
Arrivati là, sebbene le condizioni fossero, come già detto, migliori rispetto a quelle dello scorso anno, ciò non toglie che in qualche modo si dovesse sopravvivere alle usanze del luogo. Sopravvivere vuol dire adattarsi. Ed adattarsi vuol dire trasformarsi in bestie (tanto già a 4 zampe camminavamo scendendo le scale quindi...).
Tanto per cominciare spieghiamo anche un po' il titolo del post e il binomio "con/come".
Si viveva "con" le bestie inteso in ogni modo intendibile. Con gli animali, con i bambini, con il resto della popolazione.
Si viveva "come" le bestie adattandosi ad alcune usanze che qua, suppongo, risulterebbero poco gradite.
Facciamo qualche esempio.
Animali.
Bestie di questo genere erano ovunque. Inoltre gli animali lì sono pompatissimi (faranno kungfu anche loro che volete che vi dica), qualunque cosa assumeva delle dimensioni improbabili.
I tafani che c'erano alle Paludi della Tristezza erano grandi quei 4 cm buoni e ti svolazzavano attorno facendo un rumore come se ti stesse per atterrare un Boing sulla testa. Non dico le lotte per eliminarli. Ogni tanto arrivavano delle sberle a caso da qualcuno che tentava di "salvarti la vita" dai malefici tafani con il risultato che si faceva un po' di Qigong duro gratuito anche in questi casi.
Poi c'erano le vespe. Quelle alla Scuola erano "ammaestrate" nel senso che mentre eri rilassata sulle panchine sulla terrazzina queste ti giravano intorno dando parecchio fastidio ma senza causare problemi veri e propri. A differenza di quelle incontrate sulla strada per le cascate dei 5 draghi che avevano deciso di piazzare il loro nido nel bel mezzo del sentiero ed erano pure un po' incazzate quando qualcuno decideva di passarci in mezzo.
Poi c'erano i ragni che abitavano la Scuola. Uno di dimensioni accettabili che aveva dimora sopra i tavolini dove c'erano le tende per il sole. L'altro, invece, era geneticamente modificato e abitava sopra le scale che portavano alla terrazzina. Aveva una ragnatela di tutto rispetto. Un giorno stavo aggiornando il diario di viaggio ed una libellula si è schiantata a tutta velocità nella ragnatela. Tempo un'ora e non era rimasto più nulla. Poi il ragno è sparito per qualche giorno prima di tornare bello ingrassato a riprendere la sua posizione.
Poi ci son state altre bestie che hanno popolato la nostra stanza.
In primis qualcosa d'indefinito simile ad una falena grande come il palmo di una mano (vabbè della mia mano) che ha abitato il bagno per più di un giorno perchè, sebbene fossi in stanza con 3 uomini, abbiamo aspettato le luci del giorno per debellarlo. Con tanto di scenetta:
Jao entra in bagno, esce "Ragazzi, c'è un bestio enorme nel bagno!"
dal fondo della stanza "Uccidilo"
Jao esce di nuovo dal bagno. Entra Teo "Oh ma c'è una bestia gigantesca in bagno"
da metà stanza "Uccidilo"
Teo esce dal bagno. Entra Wil "Hey ma che è sta roba gigantesca in bagno?"
dal mio letto "Uccidilo"
cinque minuti dopo entro io, riapro la porta "Oh ma c'è una bestia enorme! Jao uccidila"
La mattina seguente la bestia era ancora lì che ci osservava prepararci per il power training. E' stata debellata solo la sera.
Scena più o meno simile con un millepiedi lungo quegli onesti 8 cm.
Ad un certo punto fuori dal bagno ci siamo ritrovati un cimitero di bestie cadute sul campo che nessuno ha pensato di spostare o togliere. Nemmeno ci fosse bisogno di un monito.
Una sera è entrata una cavalletta. Una sera quando ormai era ora di dormire. Quindi è stata lasciata libera di saltellare sulle teste di tutti.
Infine la fantastica scolopendra sul condizionatore. Poi che fosse o meno la bestia dal nome difficile da ricordare non so. So solo che ha scatenato il panico di Fefeng.
Anche qua 15 minuti per debellarla. Esiste un video di questa cosa. Ma per la salvaguardia della dignità dei presenti (compresa io che stavo filmando il tutto a distanza di sicurezza) non lo pubblicherò.
Vi dico solo che prima c'è stata tutta una strategia d'attacco pianificata fino all'impossibile con tanto di "se la colpissi e dovesse essere ancora viva allora mettiamo questo sotto così possiamo prenderla e buttarla fuori, altrimenti teniamo anche la ciabatta" "ma sì non ti preoccupare, non sbaglio mai, one shot one kill!" Bastonata che manca di quei 5 cm buoni l'orribile bestia. Quest'ultima salta giù dal condizionatore e s'infila in un comodino laccato dal dubbio gusto. Qua è stato il panico. Luci, torce, gente che cerca sul pc i punti deboli dell'animale, gente con autan e accendino che lancia fiammate per la stanza, persone inopportune che compaiono per dire che non trovavano più il telecomando del condizionatore e alle quali è stata sbattuta la porta in faccia.
15 minuti dopo, e qualche capo di abbigliamento bruciacchiato qua e là, una scarpa ha messo fine al terribile nemico per il sollievo di tutta la truppa.
Le mosche avevano una dimensione normale, ma erano di una fastidiosità esemplare. Le scacciavi e tornavano nello stesso esatto punto di prima. Le scacciavi di nuovo e ritornavano sempre lì. E così fino a quando non tentavi di sterminarle con qualche metodo poco ortodosso.
Le zanzare, invece, erano intelligenti. Non stavano a ronzarti intorno alla testa fino a farti impazzire. No, loro ti pungevano e basta. Ma almeno dormivi!
Poi c'erano i bambini.
Panda (chiamato, peraltro, così dal Coach stesso) che aveva questa discutibile abitudine di girare senza mutande. Quindi quando facevamo Sanda ed eravamo tutti con i pantaloncini corti...eh...immaginatevi le belle visioni che ne potevano conseguire. Inoltre il ragazzino era il campione mondiale indiscusso di peti a comando. Ogni tanto ti mollava delle renze in faccia che nemmeno una bomba chimica avrebbe sortito gli stessi effetti. Ne sono certa. Oltretutto aveva questa simpatica abitudine di lavarsi ogni tanto a pezzi con tanto che, quindi, il livello di puzza aumentava esponenzialmente di giorno in giorno fino a quando una volta il Coach non l'ha odorato e spedito in doccia per la mia gioia (e salvezza) che lo avevo accanto durante la visione di qualche video sul pc del Coach e stavo cominciando a vedere animali mitologici sopraffatta dalle emanazioni pestilenziali.
Lo Sveglio (un nome un po' cattivo per un ragazzino di 19 anni che, in effetti, non era del tutto centrato), comunque, dicevo, Lo Sveglio. Lui aveva le mutande. Lo abbiamo scoperto la sera che è uscito a riempire la borraccia vestito solo con quelle. Erano nere slavate, o bianche mai lavate, a scelta.
Lui aveva la tendenza, oltre a mollare renze, ad accorgersi dello stimolo del dover urinare quando ormai era troppo tardi ed infatti più e più volte lo abbiamo visto correre in bagno reggendosi il pacco per poi uscire sconfitto e con una chiazza inequivocabile sui pantaloni. Pantaloni che lavava, forse, una volta al mese.
Indovinate un po' chi era in coppia con lui durante alcuni esercizi di preparazione fisica? Esatto. Io. Compreso quel bellissimo esercizio dove dovevi metterti la persona sulle spalle (non sulla schiena...proprio sulle spalle) e fare piegamenti sulle gambe. Stavo soffocando dalla puzza (e anche perchè il tizio aveva iniziato a stringere le gambe per non cadere bloccandomi la respirazione).
Long Long, il piccolo demonio. Lui era una bestia e basta. E dire che il giorno che è arrivato accompagnato dai genitori ci faceva tenerezza. Era tutto timido, non parlava, non ti avvicinava, quasi non ti guardava. Poi l'hanno tosato (come del resto han fatto con quasi tutti, mettendogli intorno il grembiule con il quale il cuoco cucinava) e da lì è rinato come una bestia. Ha cominciato a diventare molesto fino all'inverosimile mentre correva ovunque urlando "laoooowaaaaaaaiiii, laaaaaooooowaaaaiiiiiii". Molesto. E poi, ovviamente, lontano dai genitori, ha smesso di lavarsi.
Ma in tutto questo noi che facevamo?
Che domande. Ci adattavamo alla fauna locale. E no, non ci arrampicavamo sui condizionatori nelle altre stanze. Vivevamo come le bestie perchè altrimenti sarebbe stata una situazione improponibile.
Quindi quando mangiavamo ci adattavamo alle usanze locali. Tolto che, almeno per noi occidentali, c'era la sacrosanta regola del "tutto quello che cade sul tavolo resta sul tavolo" specialmente dopo aver visto Lo Sveglio pulire i tavoli con le stesse cose con le quali puliva i pavimenti. Quelli del bagno compresi, ovviamente. E in ogni caso gli stracci usati dagli altri e di dubbia provenienza avevano un colore poco raccomandabile.
Comunque, al di là di questa regola, tutto il resto era ammesso. Era ammessa la carica alle ciotole con le verdure dove tutti attingevano, perchè mangiare "alla cinese" vuol dire avere il cibo in mezzo al tavolo e tutti ne prendono un po' poco a poco...niente servizi nei piatti o cose così, e quel che mi spaventa è aver pensato, e pensare tuttora, che sia molto più funzionale in questo modo. In sostanza è come avere una gigantesca ciotola d'insalata in mezzo al tavolo, invece che passare la ciotola e prenderne tutti una porzione la si lascia lì spiluccando una foglia quando se ne ha voglia. Più funzionale ma questo vuol dire condividere cose toccate dalle bacchette di tutti. Un esemplare scambio salivare.
Inoltre in Cina c'è questa simpatica e discreta usanza del sorbire il cibo. Con il riso è già più complicato ma qualunque cosa implichi "brodaglia", potete starne certi, provocherà una sinfonia di succhiamenti vari a tavola. Facciamo l'esempio con i noodles in brodo (ma anche non in brodo se è per questo). La sera c'era un inquinamento acustico che nemmeno a Malpensa. Dicono che la funzionalità di questa cosa sia raffreddare il cibo. Non lo so, quando lo fai sei così preso dal tentare di far più rumore del tuo vicino che non fai molto caso alla temperatura di quel che mangi.
Altra usanza è quella di sputacchiare sul tavolo, al lato della tua ciotola, quello che non mangi. Ad esempio tutte le ossa della carne che ci veniva proposta, i pezzi di pomodoro non mangiabili, il guscio dei "gamberetti" che strisciano e così via. Toglitela questa mania quando torni...una tragedia.
Poi mentre si mangia di solito non si beve. Non chiedetemi perchè, loro non bevono mai e alla fine anche noi ci siamo adattati a questo. Ma è un particolare poco divertente, in effetti.
Fuori dalla tavola.
Vediamo, fuori dalla tavola i ragazzi avevano deciso che fosse giusto seguire le tradizioni locali dello sputare continuo ed ingiustificato. Sputavano sempre. Il problema è che il primo giorno commenti "che schifo", il secondo "ma dai basta", il terzo "ah solo?" e dal quarto in poi o non ci fai più caso o li inciti a fare una gara di sputi.
Viste queste premesse direi che non c'è da stupirsi nel dirvi che ogni cosa fosse permessa...gente che annuncia (molto finemente) "vado a cagare", lasciare il bagno allagato dopo la doccia, lasciare che il mio accappatoio diventasse l'asciugamano di tutti (e non lavarlo mai per un mese perchè nel caso non si fosse asciugato sarei stata un po' nei guai) e così via.
Poi non parliamo dei vestiti.
La lavatrice, in genere, veniva fatta due volte alla settimana.
La modalità d'uso era quella solita dello scorso anno ovvero: tubo per riempirla d'acqua, detersivo messo a caso, 15 minuti di centrifuga in acqua fredda et voilà! Fatto il bucato! (Ogni tanto, quando la situazione lo richiedeva, facevamo addirittura due lavaggi per le stesse cose!).
Comunque, quando era ora di lavare le cose si prendeva il sacco della roba sporca e si buttava tutto dentro. Le cose di tutti insieme e tutti i colori mischiati. Poi si andava a stendere sulla terrazzina.
Questo per dire che non è che fosse così semplice lavare i vestiti. prima di tutto implicava una certa tempistica tra riempire la lavatrice, lavare, svuotare, ri-riempire, ri-svuotare, estrarre il tutto, strizzare a mano e stendere. E poi per lavare tutto si dovevano fare almeno almeno 3 lavatrici. In più si stendeva solo all'aperto. Quindi se il tempo non era clemente eravamo fregati. Troppo umido implicava lasciare le cose stese per quel paio di giorni e quindi tornavano puzzolenti, quando pioveva non potevamo stendere se non in una zona ridotta.
Quindi molto spesso partiva lo sniff-test dei capi d'abbigliamento ancora indossabili. Il che non significava affatto che non puzzassero, al massimo significava che puzzassero meno degli altri.
Il normale percorso di una maglietta era: pigiama, giornata di allenamento (quindi tutto il giorno perchè non è che ci prendessimo troppo spesso la briga di cambiarci tra un allenamento e l'altro), ed infine, quando ormai la maglietta camminava da sola e ti s'infilava a comando dotata di vita propria, diventava la maglietta per il power training. Tanto dopo il PT sarebbe stata fradicia comunque, quindi che senso aveva usarne una nuova e pulita (ammesso che ne avessimo una definibile pulita)?
Così alle 5.30 della mattina, pur avendo fatto la doccia la sera prima, puzzavamo già.
Ma tanto puzzavamo tutti quindi non ci sentivamo. Sarà questo che ci ha salvati, suppongo.
Poi è anche capitato che, qualche volta, facessimo i cinesi. Facciamo un esempio pratico. Una sera che "abbiamo fatto festa" alla Scuola ed abbiamo fatto tardi, molto tardi (lì tardi vuol dire superare le 11 di sera per la cronaca) ed il mattino dopo ci sarebbe stato il power training...bè, lo ammetto, siamo andati a dormire senza docciarci e con la divisa addosso. Ora che ci penso mi vien quasi da dire "che schifo". Quasi.
Del resto non è che nella pausa pomeridiana ci cambiassimo. E chi lo faceva stava usando quegli stessi vestiti da un mese sicchè a livello olfattivo non differiva molto dagli altri.
Eravamo così abituati ad essere sporchi per tutta la giornata che anche quando andavamo in città non ci facevamo spaventare dal doverci sedere a mangiare su dei gradini super lerci davanti a dei negozi. Il fatto che delle bambine ci abbiano regalato dei pezzi di carta da mettere sotto il sedere avrebbe dovuto, magari, farci pensare un attimo alle conseguenze del nostro sederci. E invece...
Arrivati a casa poi ci si sedeva tranquillamente sul letto. Ma anche questi son dettagli.
Le lenzuola non sono mai state lavate. Anche perchè non è che fossimo dotati di ricambi.
E nella stanza c'era così tanto umido che la prima settimana (quando ancora non avevamo libero accesso al condizionatore) tutto, e sottolineo tutto, era umidiccio. Vestiti, coperte, materasso, noi. Verso la fine della permanenza lì il mio cuscino aveva iniziato a fare la muffa su un lato. L'ho girato.
Le ciotole del cibo le abbiamo lavate, nel 70% dei casi, con un detersivo allungato con l'acqua. Allungato così tante volte da essere, poi, acqua e basta.
E poi non riesco ancora a capire una cosa.
In Cina ci sono bagni pubblici ovunque, ce ne sono tantissimi (cosa che qua, paese civilizzato, è utopica). Quel che non capisco è se mi sembrassero accettabilmente puliti perchè effettivamente non erano ridotti così male o se mi sembrassero puliti perchè tanto ormai non mi sarei schifata più di nulla.
Del resto la sera che siamo andati fuori a cena per salutare Jao e Wil che sarebbero partiti il giorno dopo i bagni del luogo erano...bè...suggestivi. Tolto che si entrava e ci si trovava davanti ad un lavandino, poi c'erano a destra e a sinistra gli ideogrammi "uomo" e "donna" e si entrava. Solo che non è che ci fossero porte o cosa..semplicemente si svoltava il muro e c'erano i bagni. Accettabilmente puliti secondo il mio punto di vista.
A proposito di bagni. Buttare la carta igienica nel gabinetto era fuori discussione. Alla Scuola perchè altrimenti si sarebbe intasato tutto, nel resto della Cina perchè...non lo so perchè...fatto stà che in ogni bagno c'è il suo cestino dove buttare la carta. Una piccola arma radioattiva, in sostanza.
Il bagno nella nostra stanza è stato pulito, suppongo, da Jao e Wil quando sono arrivati e basta. Questo fino a quando mamma Graziella non ha deciso che fosse ora di ridargli un aspetto umano.
Ovviamente noi, da brave bestie quali eravamo ormai diventati, non ci siamo mica complimentati con Graziella per la sua idea. No. Per nulla. Lo guardavamo come se fosse un alieno (del resto, poverino, era appena arrivato doveva ancora adattarsi). E come se non bastasse dopo mezz'ora sono scattati gli insulti visto che si stava formando la coda di gente bisognosa di utilizzare il bagno. Quindi con la carta da culo igienica in mano abbiamo iniziato a mettergli fretta per poi ricapitolare e correre sconfitti al terzo piano per usare i bagni lì.
Detto questo, e spero di non aver dimenticato nulla, capite bene che tornare sia stato traumatico anche per questo. Perchè dovevamo nuovamente civilizzarci. Non potevo più sparare insulti alla gente sorridendo per dissimulare perchè qua mi avrebbero capita. La carta la devo buttare nel gabinetto non in un qualche cestino. Ma soprattutto...a tavola non si può sputazzare in giro!
Sì, è molto più facile regredire allo status di bestie che ri-evolvere allo status di esseri umani.
Arrivati là, sebbene le condizioni fossero, come già detto, migliori rispetto a quelle dello scorso anno, ciò non toglie che in qualche modo si dovesse sopravvivere alle usanze del luogo. Sopravvivere vuol dire adattarsi. Ed adattarsi vuol dire trasformarsi in bestie (tanto già a 4 zampe camminavamo scendendo le scale quindi...).
Tanto per cominciare spieghiamo anche un po' il titolo del post e il binomio "con/come".
Si viveva "con" le bestie inteso in ogni modo intendibile. Con gli animali, con i bambini, con il resto della popolazione.
Si viveva "come" le bestie adattandosi ad alcune usanze che qua, suppongo, risulterebbero poco gradite.
Facciamo qualche esempio.
Animali.
Bestie di questo genere erano ovunque. Inoltre gli animali lì sono pompatissimi (faranno kungfu anche loro che volete che vi dica), qualunque cosa assumeva delle dimensioni improbabili.
I tafani che c'erano alle Paludi della Tristezza erano grandi quei 4 cm buoni e ti svolazzavano attorno facendo un rumore come se ti stesse per atterrare un Boing sulla testa. Non dico le lotte per eliminarli. Ogni tanto arrivavano delle sberle a caso da qualcuno che tentava di "salvarti la vita" dai malefici tafani con il risultato che si faceva un po' di Qigong duro gratuito anche in questi casi.
Poi c'erano le vespe. Quelle alla Scuola erano "ammaestrate" nel senso che mentre eri rilassata sulle panchine sulla terrazzina queste ti giravano intorno dando parecchio fastidio ma senza causare problemi veri e propri. A differenza di quelle incontrate sulla strada per le cascate dei 5 draghi che avevano deciso di piazzare il loro nido nel bel mezzo del sentiero ed erano pure un po' incazzate quando qualcuno decideva di passarci in mezzo.
Poi c'erano i ragni che abitavano la Scuola. Uno di dimensioni accettabili che aveva dimora sopra i tavolini dove c'erano le tende per il sole. L'altro, invece, era geneticamente modificato e abitava sopra le scale che portavano alla terrazzina. Aveva una ragnatela di tutto rispetto. Un giorno stavo aggiornando il diario di viaggio ed una libellula si è schiantata a tutta velocità nella ragnatela. Tempo un'ora e non era rimasto più nulla. Poi il ragno è sparito per qualche giorno prima di tornare bello ingrassato a riprendere la sua posizione.
Il simpatico ragno sopra le scale. |
In primis qualcosa d'indefinito simile ad una falena grande come il palmo di una mano (vabbè della mia mano) che ha abitato il bagno per più di un giorno perchè, sebbene fossi in stanza con 3 uomini, abbiamo aspettato le luci del giorno per debellarlo. Con tanto di scenetta:
Jao entra in bagno, esce "Ragazzi, c'è un bestio enorme nel bagno!"
dal fondo della stanza "Uccidilo"
Jao esce di nuovo dal bagno. Entra Teo "Oh ma c'è una bestia gigantesca in bagno"
da metà stanza "Uccidilo"
Teo esce dal bagno. Entra Wil "Hey ma che è sta roba gigantesca in bagno?"
dal mio letto "Uccidilo"
cinque minuti dopo entro io, riapro la porta "Oh ma c'è una bestia enorme! Jao uccidila"
La mattina seguente la bestia era ancora lì che ci osservava prepararci per il power training. E' stata debellata solo la sera.
Scena più o meno simile con un millepiedi lungo quegli onesti 8 cm.
Ad un certo punto fuori dal bagno ci siamo ritrovati un cimitero di bestie cadute sul campo che nessuno ha pensato di spostare o togliere. Nemmeno ci fosse bisogno di un monito.
Una sera è entrata una cavalletta. Una sera quando ormai era ora di dormire. Quindi è stata lasciata libera di saltellare sulle teste di tutti.
Infine la fantastica scolopendra sul condizionatore. Poi che fosse o meno la bestia dal nome difficile da ricordare non so. So solo che ha scatenato il panico di Fefeng.
Anche qua 15 minuti per debellarla. Esiste un video di questa cosa. Ma per la salvaguardia della dignità dei presenti (compresa io che stavo filmando il tutto a distanza di sicurezza) non lo pubblicherò.
Vi dico solo che prima c'è stata tutta una strategia d'attacco pianificata fino all'impossibile con tanto di "se la colpissi e dovesse essere ancora viva allora mettiamo questo sotto così possiamo prenderla e buttarla fuori, altrimenti teniamo anche la ciabatta" "ma sì non ti preoccupare, non sbaglio mai, one shot one kill!" Bastonata che manca di quei 5 cm buoni l'orribile bestia. Quest'ultima salta giù dal condizionatore e s'infila in un comodino laccato dal dubbio gusto. Qua è stato il panico. Luci, torce, gente che cerca sul pc i punti deboli dell'animale, gente con autan e accendino che lancia fiammate per la stanza, persone inopportune che compaiono per dire che non trovavano più il telecomando del condizionatore e alle quali è stata sbattuta la porta in faccia.
15 minuti dopo, e qualche capo di abbigliamento bruciacchiato qua e là, una scarpa ha messo fine al terribile nemico per il sollievo di tutta la truppa.
Le mosche avevano una dimensione normale, ma erano di una fastidiosità esemplare. Le scacciavi e tornavano nello stesso esatto punto di prima. Le scacciavi di nuovo e ritornavano sempre lì. E così fino a quando non tentavi di sterminarle con qualche metodo poco ortodosso.
Le zanzare, invece, erano intelligenti. Non stavano a ronzarti intorno alla testa fino a farti impazzire. No, loro ti pungevano e basta. Ma almeno dormivi!
Poi c'erano i bambini.
Panda (chiamato, peraltro, così dal Coach stesso) che aveva questa discutibile abitudine di girare senza mutande. Quindi quando facevamo Sanda ed eravamo tutti con i pantaloncini corti...eh...immaginatevi le belle visioni che ne potevano conseguire. Inoltre il ragazzino era il campione mondiale indiscusso di peti a comando. Ogni tanto ti mollava delle renze in faccia che nemmeno una bomba chimica avrebbe sortito gli stessi effetti. Ne sono certa. Oltretutto aveva questa simpatica abitudine di lavarsi ogni tanto a pezzi con tanto che, quindi, il livello di puzza aumentava esponenzialmente di giorno in giorno fino a quando una volta il Coach non l'ha odorato e spedito in doccia per la mia gioia (e salvezza) che lo avevo accanto durante la visione di qualche video sul pc del Coach e stavo cominciando a vedere animali mitologici sopraffatta dalle emanazioni pestilenziali.
Lo Sveglio (un nome un po' cattivo per un ragazzino di 19 anni che, in effetti, non era del tutto centrato), comunque, dicevo, Lo Sveglio. Lui aveva le mutande. Lo abbiamo scoperto la sera che è uscito a riempire la borraccia vestito solo con quelle. Erano nere slavate, o bianche mai lavate, a scelta.
Lui aveva la tendenza, oltre a mollare renze, ad accorgersi dello stimolo del dover urinare quando ormai era troppo tardi ed infatti più e più volte lo abbiamo visto correre in bagno reggendosi il pacco per poi uscire sconfitto e con una chiazza inequivocabile sui pantaloni. Pantaloni che lavava, forse, una volta al mese.
Indovinate un po' chi era in coppia con lui durante alcuni esercizi di preparazione fisica? Esatto. Io. Compreso quel bellissimo esercizio dove dovevi metterti la persona sulle spalle (non sulla schiena...proprio sulle spalle) e fare piegamenti sulle gambe. Stavo soffocando dalla puzza (e anche perchè il tizio aveva iniziato a stringere le gambe per non cadere bloccandomi la respirazione).
Long Long, il piccolo demonio. Lui era una bestia e basta. E dire che il giorno che è arrivato accompagnato dai genitori ci faceva tenerezza. Era tutto timido, non parlava, non ti avvicinava, quasi non ti guardava. Poi l'hanno tosato (come del resto han fatto con quasi tutti, mettendogli intorno il grembiule con il quale il cuoco cucinava) e da lì è rinato come una bestia. Ha cominciato a diventare molesto fino all'inverosimile mentre correva ovunque urlando "laoooowaaaaaaaiiii, laaaaaooooowaaaaiiiiiii". Molesto. E poi, ovviamente, lontano dai genitori, ha smesso di lavarsi.
Ma in tutto questo noi che facevamo?
Che domande. Ci adattavamo alla fauna locale. E no, non ci arrampicavamo sui condizionatori nelle altre stanze. Vivevamo come le bestie perchè altrimenti sarebbe stata una situazione improponibile.
Quindi quando mangiavamo ci adattavamo alle usanze locali. Tolto che, almeno per noi occidentali, c'era la sacrosanta regola del "tutto quello che cade sul tavolo resta sul tavolo" specialmente dopo aver visto Lo Sveglio pulire i tavoli con le stesse cose con le quali puliva i pavimenti. Quelli del bagno compresi, ovviamente. E in ogni caso gli stracci usati dagli altri e di dubbia provenienza avevano un colore poco raccomandabile.
Comunque, al di là di questa regola, tutto il resto era ammesso. Era ammessa la carica alle ciotole con le verdure dove tutti attingevano, perchè mangiare "alla cinese" vuol dire avere il cibo in mezzo al tavolo e tutti ne prendono un po' poco a poco...niente servizi nei piatti o cose così, e quel che mi spaventa è aver pensato, e pensare tuttora, che sia molto più funzionale in questo modo. In sostanza è come avere una gigantesca ciotola d'insalata in mezzo al tavolo, invece che passare la ciotola e prenderne tutti una porzione la si lascia lì spiluccando una foglia quando se ne ha voglia. Più funzionale ma questo vuol dire condividere cose toccate dalle bacchette di tutti. Un esemplare scambio salivare.
Inoltre in Cina c'è questa simpatica e discreta usanza del sorbire il cibo. Con il riso è già più complicato ma qualunque cosa implichi "brodaglia", potete starne certi, provocherà una sinfonia di succhiamenti vari a tavola. Facciamo l'esempio con i noodles in brodo (ma anche non in brodo se è per questo). La sera c'era un inquinamento acustico che nemmeno a Malpensa. Dicono che la funzionalità di questa cosa sia raffreddare il cibo. Non lo so, quando lo fai sei così preso dal tentare di far più rumore del tuo vicino che non fai molto caso alla temperatura di quel che mangi.
Altra usanza è quella di sputacchiare sul tavolo, al lato della tua ciotola, quello che non mangi. Ad esempio tutte le ossa della carne che ci veniva proposta, i pezzi di pomodoro non mangiabili, il guscio dei "gamberetti" che strisciano e così via. Toglitela questa mania quando torni...una tragedia.
Poi mentre si mangia di solito non si beve. Non chiedetemi perchè, loro non bevono mai e alla fine anche noi ci siamo adattati a questo. Ma è un particolare poco divertente, in effetti.
Fuori dalla tavola.
Vediamo, fuori dalla tavola i ragazzi avevano deciso che fosse giusto seguire le tradizioni locali dello sputare continuo ed ingiustificato. Sputavano sempre. Il problema è che il primo giorno commenti "che schifo", il secondo "ma dai basta", il terzo "ah solo?" e dal quarto in poi o non ci fai più caso o li inciti a fare una gara di sputi.
Viste queste premesse direi che non c'è da stupirsi nel dirvi che ogni cosa fosse permessa...gente che annuncia (molto finemente) "vado a cagare", lasciare il bagno allagato dopo la doccia, lasciare che il mio accappatoio diventasse l'asciugamano di tutti (e non lavarlo mai per un mese perchè nel caso non si fosse asciugato sarei stata un po' nei guai) e così via.
Poi non parliamo dei vestiti.
La lavatrice, in genere, veniva fatta due volte alla settimana.
La modalità d'uso era quella solita dello scorso anno ovvero: tubo per riempirla d'acqua, detersivo messo a caso, 15 minuti di centrifuga in acqua fredda et voilà! Fatto il bucato! (Ogni tanto, quando la situazione lo richiedeva, facevamo addirittura due lavaggi per le stesse cose!).
Comunque, quando era ora di lavare le cose si prendeva il sacco della roba sporca e si buttava tutto dentro. Le cose di tutti insieme e tutti i colori mischiati. Poi si andava a stendere sulla terrazzina.
Questo per dire che non è che fosse così semplice lavare i vestiti. prima di tutto implicava una certa tempistica tra riempire la lavatrice, lavare, svuotare, ri-riempire, ri-svuotare, estrarre il tutto, strizzare a mano e stendere. E poi per lavare tutto si dovevano fare almeno almeno 3 lavatrici. In più si stendeva solo all'aperto. Quindi se il tempo non era clemente eravamo fregati. Troppo umido implicava lasciare le cose stese per quel paio di giorni e quindi tornavano puzzolenti, quando pioveva non potevamo stendere se non in una zona ridotta.
Quindi molto spesso partiva lo sniff-test dei capi d'abbigliamento ancora indossabili. Il che non significava affatto che non puzzassero, al massimo significava che puzzassero meno degli altri.
Il normale percorso di una maglietta era: pigiama, giornata di allenamento (quindi tutto il giorno perchè non è che ci prendessimo troppo spesso la briga di cambiarci tra un allenamento e l'altro), ed infine, quando ormai la maglietta camminava da sola e ti s'infilava a comando dotata di vita propria, diventava la maglietta per il power training. Tanto dopo il PT sarebbe stata fradicia comunque, quindi che senso aveva usarne una nuova e pulita (ammesso che ne avessimo una definibile pulita)?
Così alle 5.30 della mattina, pur avendo fatto la doccia la sera prima, puzzavamo già.
Ma tanto puzzavamo tutti quindi non ci sentivamo. Sarà questo che ci ha salvati, suppongo.
Poi è anche capitato che, qualche volta, facessimo i cinesi. Facciamo un esempio pratico. Una sera che "abbiamo fatto festa" alla Scuola ed abbiamo fatto tardi, molto tardi (lì tardi vuol dire superare le 11 di sera per la cronaca) ed il mattino dopo ci sarebbe stato il power training...bè, lo ammetto, siamo andati a dormire senza docciarci e con la divisa addosso. Ora che ci penso mi vien quasi da dire "che schifo". Quasi.
Del resto non è che nella pausa pomeridiana ci cambiassimo. E chi lo faceva stava usando quegli stessi vestiti da un mese sicchè a livello olfattivo non differiva molto dagli altri.
Eravamo così abituati ad essere sporchi per tutta la giornata che anche quando andavamo in città non ci facevamo spaventare dal doverci sedere a mangiare su dei gradini super lerci davanti a dei negozi. Il fatto che delle bambine ci abbiano regalato dei pezzi di carta da mettere sotto il sedere avrebbe dovuto, magari, farci pensare un attimo alle conseguenze del nostro sederci. E invece...
Arrivati a casa poi ci si sedeva tranquillamente sul letto. Ma anche questi son dettagli.
Le lenzuola non sono mai state lavate. Anche perchè non è che fossimo dotati di ricambi.
E nella stanza c'era così tanto umido che la prima settimana (quando ancora non avevamo libero accesso al condizionatore) tutto, e sottolineo tutto, era umidiccio. Vestiti, coperte, materasso, noi. Verso la fine della permanenza lì il mio cuscino aveva iniziato a fare la muffa su un lato. L'ho girato.
Le ciotole del cibo le abbiamo lavate, nel 70% dei casi, con un detersivo allungato con l'acqua. Allungato così tante volte da essere, poi, acqua e basta.
E poi non riesco ancora a capire una cosa.
In Cina ci sono bagni pubblici ovunque, ce ne sono tantissimi (cosa che qua, paese civilizzato, è utopica). Quel che non capisco è se mi sembrassero accettabilmente puliti perchè effettivamente non erano ridotti così male o se mi sembrassero puliti perchè tanto ormai non mi sarei schifata più di nulla.
Del resto la sera che siamo andati fuori a cena per salutare Jao e Wil che sarebbero partiti il giorno dopo i bagni del luogo erano...bè...suggestivi. Tolto che si entrava e ci si trovava davanti ad un lavandino, poi c'erano a destra e a sinistra gli ideogrammi "uomo" e "donna" e si entrava. Solo che non è che ci fossero porte o cosa..semplicemente si svoltava il muro e c'erano i bagni. Accettabilmente puliti secondo il mio punto di vista.
I bagni "accettabilmente puliti" del luogo. la sedia è geniale. Non ingrandite la foto, potreste vedere il regalino presente nel bagno sulla destra... |
Il bagno nella nostra stanza è stato pulito, suppongo, da Jao e Wil quando sono arrivati e basta. Questo fino a quando mamma Graziella non ha deciso che fosse ora di ridargli un aspetto umano.
Appena fuori dal bagno e il mio accappatoio ormai bistrattato. |
Il Bagno di solito. |
Mamma Graziella che pulisce. |
Detto questo, e spero di non aver dimenticato nulla, capite bene che tornare sia stato traumatico anche per questo. Perchè dovevamo nuovamente civilizzarci. Non potevo più sparare insulti alla gente sorridendo per dissimulare perchè qua mi avrebbero capita. La carta la devo buttare nel gabinetto non in un qualche cestino. Ma soprattutto...a tavola non si può sputazzare in giro!
Sì, è molto più facile regredire allo status di bestie che ri-evolvere allo status di esseri umani.
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lunedì 2 luglio 2012
Come mi vedono i miei amici.
Io: "che tristezza ho finito lo stage"
T: "dai non fare così, ora vai a casa e ti rilassi un po'"
Io: "sì pensavo di mettere un po' in ordine"
T: "ti ho detto di rilassarti non di bonificare un girone infernale!"
T mentre mi riaccompagna a casa in motorino
T: "che freddo"
Io: "bravo...lascia la felpa ad altra gente e poi prendi freddo tu"
T: "vabbè tanto ci penserai tu a riscaldarmi con il tuo amore" silenzio "ho ancora più freddo di prima!"
C: "la chiesa è piccola mi sa che resteremo fuori"
Io: "non che per me sia un problema eh"
C: "se tu entri in chiesa vengono a chiederti se sei venuta per redimerti"
Gli sposi vanno a prendere le ostie etc..
C: "tu non hai toccato nulla vero?"
Io: "come?"
C: "sì prima, non hai disegnato pentacoli o altre cose vero?"
T: "dai non fare così, ora vai a casa e ti rilassi un po'"
Io: "sì pensavo di mettere un po' in ordine"
T: "ti ho detto di rilassarti non di bonificare un girone infernale!"
T mentre mi riaccompagna a casa in motorino
T: "che freddo"
Io: "bravo...lascia la felpa ad altra gente e poi prendi freddo tu"
T: "vabbè tanto ci penserai tu a riscaldarmi con il tuo amore" silenzio "ho ancora più freddo di prima!"
C: "la chiesa è piccola mi sa che resteremo fuori"
Io: "non che per me sia un problema eh"
C: "se tu entri in chiesa vengono a chiederti se sei venuta per redimerti"
Gli sposi vanno a prendere le ostie etc..
C: "tu non hai toccato nulla vero?"
Io: "come?"
C: "sì prima, non hai disegnato pentacoli o altre cose vero?"
sabato 16 giugno 2012
lunedì 28 maggio 2012
Shame on me.
No davvero. Molta, molta, moltissima vergogna su di me.
L'ultima volta che ho aggiornato con un post con delle parole la Terra era ancora calpestata dai dinosauri.
Vabbè la verità è che non ho davvero molto tempo per poter aggiornare mettendomi a pensare a che cosa scrivere e a come e cose così.
Però volevo rendervi partecipi di una cosa.
Ora, io non ricordo, ma credo di non aver mai mangiato un'ostrica in tutta la mia vita (chiedo la conferma da casa, ma davvero non lo ricordo). E sono cresciuta dove c'è il mare.
Ieri ne ho mangiata una. A Milano. In una pizzeria. Gestita da egiziani.
Vai a capire...
"Serena بسصغ?"
"...eh?" "Ti piacciono ostriche?"
"ah..bo, non so, non credo di non averne mai mangiata una.."
Espressioni al limite dell'orrore.
"Come no? tu abitare a mare! Tu mai mangiato!!"
Ilarità generale, pacche sulle spalle, vai-a-sapere-cosa detto in arabo e mi smollano quest'ostrica su un piattino.
"Mangia. Prova"
"No paura, mangia! Noi familia!" Che fai non la mangi? In realtà...troppo molliccia...però non male...non male. Insomma a dirla tutta la cosa principale che mi sento dire lì è "mangia"...detto dopo una piattata di pasta che ucciderebbe chiunque. Ingrasserò. Aiuto.
L'ultima volta che ho aggiornato con un post con delle parole la Terra era ancora calpestata dai dinosauri.
Vabbè la verità è che non ho davvero molto tempo per poter aggiornare mettendomi a pensare a che cosa scrivere e a come e cose così.
Però volevo rendervi partecipi di una cosa.
Ora, io non ricordo, ma credo di non aver mai mangiato un'ostrica in tutta la mia vita (chiedo la conferma da casa, ma davvero non lo ricordo). E sono cresciuta dove c'è il mare.
Ieri ne ho mangiata una. A Milano. In una pizzeria. Gestita da egiziani.
Vai a capire...
"Serena بسصغ?"
"...eh?" "Ti piacciono ostriche?"
"ah..bo, non so, non credo di non averne mai mangiata una.."
Espressioni al limite dell'orrore.
"Come no? tu abitare a mare! Tu mai mangiato!!"
Ilarità generale, pacche sulle spalle, vai-a-sapere-cosa detto in arabo e mi smollano quest'ostrica su un piattino.
"Mangia. Prova"
"No paura, mangia! Noi familia!" Che fai non la mangi? In realtà...troppo molliccia...però non male...non male. Insomma a dirla tutta la cosa principale che mi sento dire lì è "mangia"...detto dopo una piattata di pasta che ucciderebbe chiunque. Ingrasserò. Aiuto.
giovedì 10 maggio 2012
Cose che potrei dire...e che forse ho detto (2).
Visto che ultimamente non ho l'ispirazione per mettermi a scrivere qualcosa ripropongo una serie di cose che potrei dire. Che forse ho detto. Sì, probabilmente le ho anche dette.
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sabato 31 marzo 2012
Succede all'URP - atto secondo.
N.E.: "P. di M., buongiorno"
C: "Io cerco il numero del Magistrato Di Pietro."
N.E.: "... ... [..] mi scusi, intende Antonio Di Pietro?"
C.: "sì"
N.E.: "ma signora, non fa più il magistrato"
C.: "ah no? e cosa fa adesso?"
N.E.: "il politico signora (da almeno 10 anni...)"
(seguono spiegazioni sul perchè le fosse necessario il numero dove si capisce che sta povera donna ha subito un TSO e le hanno tolto l'affidamento della figlia ecc...)
C.: "no perchè credono che io sia pazza...invece sono solo un esorcista! Confondono Satana con il male!"
(Allo sportello)
N.E.: "buongiorno"
C.: "senta, l'orologio qua davanti non funziona! lo avete proprio qua davanti e non lo aggiustate!"
N.E.: "signora credo che per questi problemi dovrebbe informare il Comune"
C.: "sì sì, l'ho già detto a Palazzo M., ma non fate niente!"
N.E.: "capisco, mi dispiace, però questa è la Provincia, non il Comune"
C.: "eh, ho chiamato Palazzo M., ma non fate niente!"
evvabbè....
N.E.: "P. di M., buongiorno"
C.: "Buongiorno, sto cercando i contatti per....."
N.E.: "certo, la metto un momento in attesa mentre le cerco l'informazione"
...
N.E. (ripigio il tasto del numero verde) "pronto?"
C.: "..."
N.E.: "pronto????"
C.: "..."
N.E.: "...pronto?"
C.: (parlando a non si sa chi) "ma allora devi prendere quei documenti e fotocopiarli! insomma!"
telefono in faccia.
(continua...)
C: "Io cerco il numero del Magistrato Di Pietro."
N.E.: "... ... [..] mi scusi, intende Antonio Di Pietro?"
C.: "sì"
N.E.: "ma signora, non fa più il magistrato"
C.: "ah no? e cosa fa adesso?"
N.E.: "il politico signora (da almeno 10 anni...)"
(seguono spiegazioni sul perchè le fosse necessario il numero dove si capisce che sta povera donna ha subito un TSO e le hanno tolto l'affidamento della figlia ecc...)
C.: "no perchè credono che io sia pazza...invece sono solo un esorcista! Confondono Satana con il male!"
(Allo sportello)
N.E.: "buongiorno"
C.: "senta, l'orologio qua davanti non funziona! lo avete proprio qua davanti e non lo aggiustate!"
N.E.: "signora credo che per questi problemi dovrebbe informare il Comune"
C.: "sì sì, l'ho già detto a Palazzo M., ma non fate niente!"
N.E.: "capisco, mi dispiace, però questa è la Provincia, non il Comune"
C.: "eh, ho chiamato Palazzo M., ma non fate niente!"
evvabbè....
N.E.: "P. di M., buongiorno"
C.: "Buongiorno, sto cercando i contatti per....."
N.E.: "certo, la metto un momento in attesa mentre le cerco l'informazione"
...
N.E. (ripigio il tasto del numero verde) "pronto?"
C.: "..."
N.E.: "pronto????"
C.: "..."
N.E.: "...pronto?"
C.: (parlando a non si sa chi) "ma allora devi prendere quei documenti e fotocopiarli! insomma!"
telefono in faccia.
(continua...)
martedì 20 marzo 2012
Succede all'URP - atto primo.
La nostra eroina, cioè io: "P. di M., buongiorno"
Cittadino: "Buongiorno, mi scusi io sto aspettando il primo figlio ho sentito che la Provincia concede dei contributi"
N(ostra) E(roina): "Mah, non mi risulta, magari a livello comunale...mi scusi lei dove risiede?"
C: "A Como"
NE: "Ah, allora magari le cerco il numero della Provincia di Como"
(Allo sportello)
C: "Buongiorno"
NE: "Buongiorno"
C: "Senta sono a M. solo per mezza giornata, potrebbe indicarmi qualcosa da poter vedere?"
NE: "Guardi deve chiedere ai colleghi del turismo che sapranno sicuramente indicarle i luoghi principali"
C: "Ah, perchè questo che ufficio è?"
NE: "L'Ufficio Relazioni con il Pubblico"
C: "Ah, sì sì...quindi voi cosa fate? Prenotazione di alberghi e biglietti no?"
(Allo sportello)
C: "Buongiorno"
Cittadino: "Buongiorno, mi scusi io sto aspettando il primo figlio ho sentito che la Provincia concede dei contributi"
N(ostra) E(roina): "Mah, non mi risulta, magari a livello comunale...mi scusi lei dove risiede?"
C: "A Como"
NE: "Ah, allora magari le cerco il numero della Provincia di Como"
(Allo sportello)
C: "Buongiorno"
NE: "Buongiorno"
C: "Senta sono a M. solo per mezza giornata, potrebbe indicarmi qualcosa da poter vedere?"
NE: "Guardi deve chiedere ai colleghi del turismo che sapranno sicuramente indicarle i luoghi principali"
C: "Ah, perchè questo che ufficio è?"
NE: "L'Ufficio Relazioni con il Pubblico"
C: "Ah, sì sì...quindi voi cosa fate? Prenotazione di alberghi e biglietti no?"
(Allo sportello)
C: "Buongiorno"
NE: "Buongiorno"
C: "I computer si possono usare gratuitamente?"
NE: "Sì certo, però non è possibile controllare la posta personale"
C: "Non si può? Perchè io dovrei proprio controllare quella"
NE: "No mi dispiace è il regolamento"
C: "Perchè dove abito io invece si può fare, ho la carta della biblioteca e lì posso guardare tutto e non devo pagare, poi ci sono altri posti e sono venuta qua perchè c'è la "i" sul vetro quindi dovrei poterlo fare (seguono altri 5 minuti di monologo)"
NE: "Guardi se vuole le cerco l'internet point più vicino o la biblioteca con questo servizio"
C: "No no, ci vuole troppo devo andare...potrei prendere il 4, dove porta il 4? Ah no arriva là, ma è distante, sa là ci vado sempre perchè fanno gli assorbenti per mia madre"
continua...
lunedì 20 settembre 2010
Notti da studenti.
Sibari street.
Atto primo (3.30 della mattina)
Mentre sono intenta a scrivere la tesi vengo distratta da un'insolita operazione di Alex.
Io: "Ma perchè stai dividendo i protocolli?"
Segue il silenzio mentre il suddetto animale domestico cerca indaffarato sulla scrivania.
Io (in vena di rompere): "Ma che stai facendo?"
Alex: "ma dove sono finiti?"
Sguardo interrogativo.
Alex: "Dove sono? Sto cercando...i cazzi tuoi"
Amen.
Atto secondo (5.20 della mattina)
La fase dello spuntino mattutino altresì chiamato colazione ci induce a preparare un tè caldo.
La disgraziata operazione del versamento dell'acqua calda dal bollitore alle tazze tocca alla schiava di casa (io).
Tuttavia le mie (in)capacità domestiche sono ormai conosciute quindi non potevo evitare il disastro della perdita del coperchio del bollitore con tanto di versamento casuale dell'acqua.
Alex: "Ma sei scema? Tu non sei normale, ti hanno fatto senza l'upgrade!!"
sabato 21 agosto 2010
Ipse Scrixit più che dixit.
Riesumazioni dal periodo del medioevo in Sibari Avenue nel lontano febbraio 2009.
Alex Scrixit in memoria.
"Sociologicamente parlando si tratta di un caso sproporzionatamente raro, peró esiston ancora. In un "mondo globalizzato e ipercybertronico" (Abruzzese, 2003) vivono ancora persone che non possono usufruire di quel "mezzo di comunicazione globalizzante" (Gates, 2002) che é internet.
Noi li abbiamo trovati...si tratta infatti di noi. Ovvero Serena C. che per questioni di privacy la chiameremo Zoccola e il sottoscritto Alex V. che per convenienza chiameremo Le Cruch.
Le Cruch e Zoccola vivono da 2 anni nella Sibari avenue e nonostante tante complicazioni legate a vicini di casa, padroni di casa e organizzazione se la sono "cavata abbastanza bene" (Democrito, 430 a.C.), eppure l'ultimo anno di questo decennio, che addirittura é un "numero dispari" (Einstein, 1937), li ha messi alla prova piúcchemai. Ci sono stati rischi di "defenstramenti" (Castagnola, 2009) e a volte si rischiava di finire in un "osso buco" (terminilogia per indicare il senso unico, Visentin 2006), peró sono comunque riusciti a soppravvivere all'indiscrivibilmente e psicologicamente impegnante assenza di internet.
Ora che hanno superato questa dura e ardua prova sono tornati piú forti e convinti di prima. Perché "quel che non ti uccide, ti fortifica" (Ferro, 2004). Siamo tornati, siamo pericolosi, siamo dappertutto...
E il sipario si riapre.
Le Cruch"
Noi li abbiamo trovati...si tratta infatti di noi. Ovvero Serena C. che per questioni di privacy la chiameremo Zoccola e il sottoscritto Alex V. che per convenienza chiameremo Le Cruch.
Le Cruch e Zoccola vivono da 2 anni nella Sibari avenue e nonostante tante complicazioni legate a vicini di casa, padroni di casa e organizzazione se la sono "cavata abbastanza bene" (Democrito, 430 a.C.), eppure l'ultimo anno di questo decennio, che addirittura é un "numero dispari" (Einstein, 1937), li ha messi alla prova piúcchemai. Ci sono stati rischi di "defenstramenti" (Castagnola, 2009) e a volte si rischiava di finire in un "osso buco" (terminilogia per indicare il senso unico, Visentin 2006), peró sono comunque riusciti a soppravvivere all'indiscrivibilmente e psicologicamente impegnante assenza di internet.
Ora che hanno superato questa dura e ardua prova sono tornati piú forti e convinti di prima. Perché "quel che non ti uccide, ti fortifica" (Ferro, 2004). Siamo tornati, siamo pericolosi, siamo dappertutto...
E il sipario si riapre.
Le Cruch"
martedì 10 agosto 2010
Deliri da tesi.
Ore 7.40 della mattina.
Casa della Stefy.
Stefy: "io ho gli occhi in fico, non vedo più niente...tu almeno hai gli occhiali..."
Io: "eh...due fondi di bottiglia vorrei un po' vedere..."
Stefy: "hai l'ipermediazione!"
Bolter e Gruisin ci perseguitano con Remediation...ed ovviamente anche McLuhan che (nemmeno a dirlo) ha avuto la geniale intuizione prima di loro "il contenuto di un medium è sempre un altro medium" e sia....
Ore 8.01
Ste prende in mano il mio astuccio
Stefy: "oh...ma tu solo accessori tubolari cilindrici eh?"
mh :-\
lunedì 12 luglio 2010
Quando il tuo problema diventa pubblico...
...accadono queste piccole chicche.
Ubicazione: università
Naeratus (sì proprio lei, la creatrice del blog Gnammotattica): "allora...ti ho portato 100 grammi di belin...vedi di farteli bastare!"

....che cosa avevate pensato???? :D
martedì 6 luglio 2010
Quel ramo del lago di Como...
Ovvero: o lo fai a 23 anni o poi troverai sette milioni di scuse per non farlo.

L'idea nasce al McDonald's (perchè il Mc ispira sempre idee folli) mentre cercavamo di tappare il buco nero costituito dal nostro stomaco digiuno da ore e ore (e da estenuanti "zoppicate" -almeno per me- al parchetto tra basket e racchettoni).
Perchè non andare a vedere l'alba sul lago? Poi sarà l'estate e non ci si vedrà fino a settembre....perchè no, dunque?
E allora si parte, direzione: Como! Folli volontari per la missione: Ste, l'Ungherese, Maddy ed io.
Il tempo non sembra promettere un bel cielo stellato, anzi al limite promette più che altro una rivisitazione della tempesta perfetta. Ma non ci arrendiamo così facilmente e decidiamo di proseguire.
Prima di tutto un bel giro turistico in auto costeggiando il lago, poi rientro in autogrill per le bevande e le schifezze a sostegno della serata.
Infine nuovamente Como.
Troviamo posto su un marciapiede ed un muretto cercando di stare lontani dagli alberi (che ragazzi giudiziosi!).
Sono a malapena le 3.00 della mattina e in qualche modo bisogna ammazzare il tempo aspettando l'alba. Partono così i discorsi che puoi fare solo a quell'ora della mattina mentre sei consapevole di star facendo una magnifica follia. E allora si passa dal dover scegliere tra la carriera e l'amore, su come sarà il futuro, le interpretazioni della personalità e le frasi di gufaggine di Maddy da far gelare il sangue nelle vene.
Però poi arriva l'alba e salutiamo il lago e la città che si stanno svegliando mentre noi dobbiamo ancora tornare a casa sperando di non beccare il traffico della mattina.

E la frase storica della serata:
(causa la presenza di un odore poco gradevole in auto probabilmente dovuto a varie concimazioni)
Ste: "Oh Attila avverti la prossima volta che se no qua facciamo la fine di Anna Frank"
Attila: "Ma non sono stato io, e poi Maddy ha detto per prima e chi sente per prima ha fatto"
Ste: "Sì vabbè anche la prima città vicino a chernobyl l'ha detto per prima e poi guarda che fine ha fatto!!"
venerdì 28 maggio 2010
Omaggio.
Per omaggiare l'ungherese che ha (finalmente) passato lo scritto di Spagnolo II riporterò qua una delle sue massime più ben riuscite in assoluto:
Ungaro: "Io non mi fido di qualcuno che sanguina per 5 giorni al mese e non muore!"
(N.B. frase grammaticalmente corretta in post dicitura per permettere ai lettori la comprensibilità del tutto e per aspettare la risposta acida dell'Ungaro)
venerdì 19 marzo 2010
Cose a caso che accadono in luoghi a caso.
L'ipse dixit demenziale:
IULM cortile dell'edificio 1 (altresì detto IULM 1 o IULMone)
Cat (rivolta all'ungherese): "Ma sei un pornomane!!!"
L'ipse dixit serio:
Tramite e-mail (dopo aver chiesto se durante le vacanze di Pasqua fosse possibile allenarsi giù a casa)
"Vieni quando vuoi sei sempre della famiglia."
mercoledì 20 gennaio 2010
Capa VS Me.
Capa: "ma allora come stai?"
Io: "mah...un po' meglio anc..."
Capa: "ahah lo so io che hai. Dai dillo, i tuoi ti hanno scoperta che ti droghi. Dai ti veniamo a trovare ci daranno il permesso...magari i primi tempi non ti faranno uscire dal centro però.."
Quanto è delicata la mia Capa! :D
Io: "mah...un po' meglio anc..."
Capa: "ahah lo so io che hai. Dai dillo, i tuoi ti hanno scoperta che ti droghi. Dai ti veniamo a trovare ci daranno il permesso...magari i primi tempi non ti faranno uscire dal centro però.."
Quanto è delicata la mia Capa! :D
martedì 13 ottobre 2009
Serena, pizza, e amici.
Sono talmente annoiata ed incapace di non fare un tubo che questa sera ho deciso di fare la pizza in casa.
Ora, la mia incapacità culinaria è ormai un insindacabile postulato, ed infatti sono riuscita a mettere il lievito secco condannandomi ad un'attesa di minimo 3 ore prima di poter mangiare ma se non altro ne è valsa la pena :D
Tutto ciò avrebbe innalzato la mia autostima di parecchi punti se non fosse che, nello sfornare la prima pizza, squilla il telefono.
Non riconosco il numero.
Serena: "pronto?"
Vale (riconosciuta dopo): "Sere ma va tutto bene? No perchè quando io preparo i muffin è perchè sono depressa, quindi mi chiedevo se fosse tutto ok. Sai a volte per salvare una persona basta poco, basta una telefonata. Se hai bisogno di parlare..."
Anyway...
pizza 1 (da scaldare per domani dopo l'allenamento)
pizza 2
Poteva andare peggio...
martedì 6 ottobre 2009
Serena VS Matrice dati: 0-1
Attila scrisse:
Serena_Settembre.xls
Serena_Ottobre.xls
Serena_Novembre.xls
Serena_Dicembre.rip
sabato 26 settembre 2009
Sintesi di un esame...
di..bè...storia e analisi dei linguaggi musicali. Se così vogliamo dire.
Il primo video propone quel gran genio di Cage e la sua performance di "Water Walk" (Cage che, tra l'altro, fu ospite di Mike in qualità di esperto di funghi e ripropose in trasmissione questa grandissima opera, al che Mike gli chiese quali fossero le sue intenzioni e John gli disse che sarebbe tornato in America lasciando però qua la sua musica. Quel granduomo di Mike gli rispose "avrei preferito il contrario").
Il secondo video, invece, ripropone un'altra opera di Cage, 4,33', studiata a memoria dalla sottoscritta che aveva intenzione di riprodurla in sede d'esame in caso di estrema necessità.
Filippo: "Sere come sei diretta...sembri la sorella gemella cattiva di Diamanda Galas"
Questa sarebbe quindi la mia gemella buona mentre si esibisce in quel canto fanciullesco e pacifico che sono le Litanie di Satana.
(Sera prima dell'esame, Facebook)
Marco: "ho finito il caffè, quanta caffeina contiene un litro e mezzo di coca cola?"
(seguono discussioni varie riguardo all'esame)
Marco: "guarda io sto bevendo più di un litro di coca cola, domani vado davanti a Vallauri gli caccio un rutto e gli dico che è arte"
Serena: "figo, così poi ti colleghi a Diamanda Galas!"
Questo è Edgar Varès e la sua Ionization...
Ed infine Ligeti con il suo stramaledetto Continuum che mi ha quasi provocato una crisi epilettica se così si può definire.
Non parlatemi mai più di dodecafonia, serialità integrale e alea...
Il primo video propone quel gran genio di Cage e la sua performance di "Water Walk" (Cage che, tra l'altro, fu ospite di Mike in qualità di esperto di funghi e ripropose in trasmissione questa grandissima opera, al che Mike gli chiese quali fossero le sue intenzioni e John gli disse che sarebbe tornato in America lasciando però qua la sua musica. Quel granduomo di Mike gli rispose "avrei preferito il contrario").
Il secondo video, invece, ripropone un'altra opera di Cage, 4,33', studiata a memoria dalla sottoscritta che aveva intenzione di riprodurla in sede d'esame in caso di estrema necessità.
Filippo: "Sere come sei diretta...sembri la sorella gemella cattiva di Diamanda Galas"
Questa sarebbe quindi la mia gemella buona mentre si esibisce in quel canto fanciullesco e pacifico che sono le Litanie di Satana.
(Sera prima dell'esame, Facebook)
Marco: "ho finito il caffè, quanta caffeina contiene un litro e mezzo di coca cola?"
(seguono discussioni varie riguardo all'esame)
Marco: "guarda io sto bevendo più di un litro di coca cola, domani vado davanti a Vallauri gli caccio un rutto e gli dico che è arte"
Serena: "figo, così poi ti colleghi a Diamanda Galas!"
Questo è Edgar Varès e la sua Ionization...
Ed infine Ligeti con il suo stramaledetto Continuum che mi ha quasi provocato una crisi epilettica se così si può definire.
Non parlatemi mai più di dodecafonia, serialità integrale e alea...
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