Dal momento che io sono io nonostante questa decisione di muovermi oltreoceano, non potevo esimermi dal combinarne una delle mie.
La scorsa settimana, mentre mi preparavo per recarmi a scuola (oh sì, avete letto bene...a scuola...corso intensivo di francese, ma di questo parleremo un'altra volta) ho meticolosamente controllato le temperature (abitudine che sembra essere vitale da queste parti) dopodiché sono uscita di casa tutta baldanzosa e felice perché eravamo ben a 0 gradi e senza un fiocco di neve all'orizzonte.
Povera stolta.
Nelle mie converse imbottite che ancora ancora mi salvano dal freddo ho imboccato la strada verso la fermata del bus con il solito passo spedito da milanese imbruttita.
Niente neve. Non piove. Si sopravvive anche con le mani fuori dalle tasche. Cosa mai potrà andare storto?
Nulla. Solo che ho avuto un incontro intimo con il cosiddetto "black ice". Perché il maledetto non lo vedi. Non ricopre tutto il ciglio della strada e il marciapiede con una bella lastra opaca visibile. No, il maledetto si mimetizza, è tipo inglobato all'asfalto, non lo vedi fino a quando non ci metti un piede sopra e poi vedi quel piede davanti alla tua faccia e allora lì realizzi che sei finita su una lastra di ghiaccio e che stai cadendo come un'idiota.
Meno male che anni di allenamenti mi hanno insegnato a cadere in modo tale da salvare le apparenze e, possibilmente, ridurre al minimo qualsivoglia danno.
La mia gioia nell'essere riuscita ad ammortizzare la caduta si è vaporizzata nel momento in cui ho realizzato che, comunque, ero ancora sulla lastra di ghiaccio e che, nonostante tutta la mia buona volontà, ovunque io cercassi un punto di appoggio finivo comunque cercando di non sbattere la faccia per terra scivolando un'altra volta.
Da brava italiana D.O.C. quale sono ho snocciolato una serie d'imprecazioni degna di qualsiasi scaricatore di porto veterano del mestiere e qualche santo del calendario così da non farci mancare nulla.
Poi sono scivolata fino al bordo della lastra che, per la cronaca, era in mezzo alla strada, mi sono rialzata, ho chiamato a me qualche altro santo, e ho ripreso a camminare calcolando ogni passo come se ne andasse della mia vita. Cosa non troppo distante dalla realtà perché altrimenti mi sarebbero venuti a raccogliere ad aprile in primavera.
Voilà!
Visualizzazione post con etichetta Figureddimmerda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Figureddimmerda. Mostra tutti i post
mercoledì 9 dicembre 2015
martedì 17 novembre 2009
Livello 6 ovvero Serena VS Influenza.
Perchè il nemico ti colpisce sempre quando sei più debole.
Ore 9.45 della mattina, squilla il cellulare. Imprecazioni varie causa nottata dal sonno variabile.
Sere: "Pronto?" (in realtà prima si sono susseguiti numerosi pronto al fine di rendere umanamente ascoltabile la voce)
Policlinico: "Buongiorno chiamo dal centro trasfusionale del Policlinico, lei aveva lasciato il suo nominativo"
Sere (fa mente locale e riesce a riesumare il maledetto giorno in cui accettò questa cosa): "mmm sì sì"
Policlinico: "Sarebbe disposta a prendere un appuntamento per la donazione?"
Sere: "no sto già dando"
segue silenzio
Sere (rendendosi conto della figuraddimmerda): "eeeh cioè scusi sono influenzata non mi sembra il caso"
seguono varie istruzioni per richiamare una volta passata l'influenza e bla bla bla......
martedì 19 maggio 2009
Livello 10 ovvero Serena VS Portavetri.
Dunque, visto che ho creato quest'etichetta allora tanto vale che la rimpingui un po' di qualche fantastica chicca.
Correva l'anno 2006 (sì, la sto pompando un po') quando mi venne la brillante idea di cercare un lavoro post maturità e pre trasferimento a Milano.
In qualche modo riuscii a farmi assumere dai Due Gabbiani a Sestri.
Stiamo parlando dei primi giorni quando succedono cose del tipo: cerco di farmi in mille per non sembrare una schiena dritta, cerco di non sembrare anche un po' stupida e quindi faccio finta di capire che cosa diavolo stanno cercando di dirmi la caposala dell'Ecuador ("hay que atakar la prolunga") e la vice caposala dell'Ukraina ("pязиdзяз stяaciio pзяkè kòsì puliяз vзtяo"), cerco di non fare danni visibili e di rendere felici e contenti i clienti.
Proprio per soddisfare il terzultimo e l'ultimo obiettivo ad un certo punto vado nel gazebo a chiedere nonmiricordocosa alla caposala: apro la porta a vetri, entro, richiudo la porta a vetri vado dalla tipa e le pongo il quesito. Sinceramente non ricordo se alla fin fine riuscii a capire la risposta, fatto sta che me ne son tornata sui miei passi e...vabbè l'avete capito da voi no?
Sì, l'ho fatto: mi sono stampata sulla porta a vetri (che tra l'altro avevo pulito io a inizio servizio...).
Ovviamente la cosa non poteva passare inosservata...no, dovevano esserci per forza 4 tavoli che si son girati in contemporanea per vedere chi fosse l'idiota spalmato sul vetro.
Me la sono cavata con uno "scherzavo" ed una ritirata strategica nelle cucine.
Non credo che mi abbiano più rivista per quella serata.
Correva l'anno 2006 (sì, la sto pompando un po') quando mi venne la brillante idea di cercare un lavoro post maturità e pre trasferimento a Milano.
In qualche modo riuscii a farmi assumere dai Due Gabbiani a Sestri.
Stiamo parlando dei primi giorni quando succedono cose del tipo: cerco di farmi in mille per non sembrare una schiena dritta, cerco di non sembrare anche un po' stupida e quindi faccio finta di capire che cosa diavolo stanno cercando di dirmi la caposala dell'Ecuador ("hay que atakar la prolunga") e la vice caposala dell'Ukraina ("pязиdзяз stяaciio pзяkè kòsì puliяз vзtяo"), cerco di non fare danni visibili e di rendere felici e contenti i clienti.
Proprio per soddisfare il terzultimo e l'ultimo obiettivo ad un certo punto vado nel gazebo a chiedere nonmiricordocosa alla caposala: apro la porta a vetri, entro, richiudo la porta a vetri vado dalla tipa e le pongo il quesito. Sinceramente non ricordo se alla fin fine riuscii a capire la risposta, fatto sta che me ne son tornata sui miei passi e...vabbè l'avete capito da voi no?
Sì, l'ho fatto: mi sono stampata sulla porta a vetri (che tra l'altro avevo pulito io a inizio servizio...).
Ovviamente la cosa non poteva passare inosservata...no, dovevano esserci per forza 4 tavoli che si son girati in contemporanea per vedere chi fosse l'idiota spalmato sul vetro.
Me la sono cavata con uno "scherzavo" ed una ritirata strategica nelle cucine.
Non credo che mi abbiano più rivista per quella serata.
mercoledì 1 aprile 2009
Introduzione.
Introduciamo questa nuova etichetta dall'espressione molto autostradale (da camionista) e marittima (da scaricatore di porto), ma insomma alla fin fine è diretta e sintetica (step 1 verso l'abolizione delle turbe/turpe mentali).
Dal momento che sembra che questi episodi influiscano significativamente nella costruzione dell'autostima di una persona, tantovale raccontarli tanto per allietare la giornata (non la mia ovviamente).
Di seguito analizzerò i livelli da 1 a 10 in modo da catalogare per bene questi incidenti di percorso.
- Livelli da 1 a 5:
è inutile fare distinzione tra questi diversi tipi di figureddimmerda dal momento che non incidono sulla dignità e, con tutte le probabilità, passano inosservati (ed ovviamente non si verificano mai, sarebbe troppo bello)
- Livello 6:
qua iniziano le situazioni imbarazzanti.
Dignità -1
- Livello 7:
si fa ancora finta che non sia successo nulla e ci sono buone probabilità che con qualche magia della retorica si possa ovviare.
Dignità -2
- Livello 8:
non c'è via di scampo, la gente intorno ha visto tutto, il cambio di residenza sembra una buona soluzione.
Dignità -4
- Livello 9:
hai già in mano il passaporto per l'espatrio, cominci a dubitare della tua sanità mentale, ti chiedi se supererai mai l'imbarazzo per quel che è successo.
Dignità- 7
- Livello 10:
hai reso buona parte dell'umanità (almeno nella tua mente) partecipe della tua stupidità, temi che possa finire sul curriculum, probabilmente ti sei anche fatta male, cerchi di trovare velocemente una scusa e non riuscendoci speri che un fulmine decida di usarti come conduttore proprio in quel momento.
Dignità -10, Autostima -10
Dal momento che sembra che questi episodi influiscano significativamente nella costruzione dell'autostima di una persona, tantovale raccontarli tanto per allietare la giornata (non la mia ovviamente).
Di seguito analizzerò i livelli da 1 a 10 in modo da catalogare per bene questi incidenti di percorso.
- Livelli da 1 a 5:
è inutile fare distinzione tra questi diversi tipi di figureddimmerda dal momento che non incidono sulla dignità e, con tutte le probabilità, passano inosservati (ed ovviamente non si verificano mai, sarebbe troppo bello)
- Livello 6:
qua iniziano le situazioni imbarazzanti.
Dignità -1
- Livello 7:
si fa ancora finta che non sia successo nulla e ci sono buone probabilità che con qualche magia della retorica si possa ovviare.
Dignità -2
- Livello 8:
non c'è via di scampo, la gente intorno ha visto tutto, il cambio di residenza sembra una buona soluzione.
Dignità -4
- Livello 9:
hai già in mano il passaporto per l'espatrio, cominci a dubitare della tua sanità mentale, ti chiedi se supererai mai l'imbarazzo per quel che è successo.
Dignità- 7
- Livello 10:
hai reso buona parte dell'umanità (almeno nella tua mente) partecipe della tua stupidità, temi che possa finire sul curriculum, probabilmente ti sei anche fatta male, cerchi di trovare velocemente una scusa e non riuscendoci speri che un fulmine decida di usarti come conduttore proprio in quel momento.
Dignità -10, Autostima -10
Iscriviti a:
Post (Atom)