martedì 20 marzo 2012

Succede all'URP - atto primo.

La nostra eroina, cioè io: "P. di M., buongiorno"
Cittadino: "Buongiorno, mi scusi io sto aspettando il primo figlio ho sentito che la Provincia concede dei contributi"
N(ostra) E(roina): "Mah, non mi risulta, magari a livello comunale...mi scusi lei dove risiede?"
C: "A Como"
NE: "Ah, allora magari le cerco il numero della Provincia di Como"

(Allo sportello)
C: "Buongiorno"
NE: "Buongiorno"
C: "Senta sono a M. solo per mezza giornata, potrebbe indicarmi qualcosa da poter vedere?"
NE: "Guardi deve chiedere ai colleghi del turismo che sapranno sicuramente indicarle i luoghi principali"
C: "Ah, perchè questo che ufficio è?"
NE: "L'Ufficio Relazioni con il Pubblico"
C: "Ah, sì sì...quindi voi cosa fate? Prenotazione di alberghi e biglietti no?"

(Allo sportello)
C: "Buongiorno"
NE: "Buongiorno"
C: "I computer si possono usare gratuitamente?"
NE: "Sì certo, però non è possibile controllare la posta personale"
C: "Non si può? Perchè io dovrei proprio controllare quella"
NE: "No mi dispiace è il regolamento"
C: "Perchè dove abito io invece si può fare, ho la carta della biblioteca e lì posso guardare tutto e non devo pagare, poi ci sono altri posti e sono venuta qua perchè c'è la "i" sul vetro quindi dovrei poterlo fare (seguono altri 5 minuti di monologo)"
NE: "Guardi se vuole le cerco l'internet point più vicino o la biblioteca con questo servizio"
C: "No no, ci vuole troppo devo andare...potrei prendere il 4, dove porta il 4? Ah no arriva là, ma è distante, sa là ci vado sempre perchè fanno gli assorbenti per mia madre"

continua...

mercoledì 14 marzo 2012

Un "framico".

Certo me lo avevano raccontato e lo avevo immaginato più volte. Ma quando ti capita per la prima volta fa sempre un certo effetto perchè a volte si tende a dimenticare.
Parlo dell'amicizia.
Parlo del non vedersi da 9 mesi, essere stati praticamente nei poli opposti del globo per tutto il tempo, zero telefonate su skype, una manciata di messaggi su Facebook e qualche commento o qualche post sul wall perchè qualcosa mi ha ricordato te e te lo faccio sapere.
Poi una scusa quasi banale come la consegna di un diploma, una febbrile felicità nell'attesa. Abbraccio, come stai, bene e te?
Aperitivo (oddio...vita sociale! Ma chi io? Ma non scherziamo!), le solite immense cazzate di sempre esattamente uguali a prima alternate con discorsi seri sulle aspettative, la crisi, il futuro, i consigli.
Salutarsi senza sapere quando, di nuovo, ci si riuscirà a vedere.
9 mesi. Sono tanti 9 mesi. Eppure ci siamo comportati come se non fossero passate che poche ore. Tutto uguale a prima mentre ci raccontavamo di come nello stesso anno entrambi abbiamo realizzato un fetta dei nostri sogni con i quali fantasticavamo le prime serate passate insieme nella nuova casa.
Un legame oltre al tempo ed alla distanza...because friends are the brothers that God forgot to give us.

lunedì 12 marzo 2012

Commemorazione Gran Maestro Shi Suxi.

Anche quest'anno, come ogni anno, si è tenuta una giornata commemorativa per la scomparsa del Maestro Suxi.
Di lui avevo già parlato in questo post lo scorso anno, quindi mi sembra inutile ripetere cose già dette, scritte e lette.
Ma ne parlo di nuovo perchè quest'anno la commemorazione ha, in un certo senso, un valore aggiunto.
Partiamo dal fatto che il viaggio in Cina ha reso tutto molto più "reale". Non che prima non lo fosse, ma trovarsi davanti agli occhi la Pagoda del Maestro e vedere, vedere davvero, le incisioni così vicine al mondo occidentale ha cambiato un po' la dimensione di percezione del tutto.
Ancora più importante è, però, il valore che hanno avuto le sue decisioni di allora adesso.
Lo scorso anno era meno evidente, o forse io, semplicemente, io non lo vedevo. Quest'anno, invece, si è palesata la ricerca della società.
Ho visto piangere davvero troppe persone in un periodo di tempo relativamente breve. Piangeva la ragazza picchiata dal tipo, piangeva la ragazza al telefono sul tram e lo faceva anche quella in piazza Duomo, piangeva la ragazza seduta in metropolitana con il cartello "ho fame" e lo faceva anche quella nel suv all'incrocio a Crocetta, piangeva l'uomo al telefono lamentandosi del malfunzionamento del sistema italiano.
Ma in che società viviamo se siamo costretti a mostrare in pubblico un sentimento così personale ed intimo?
Questa società che prima cercava la perfezione scientifica, poi la stabilità economica ed ora cerca, forse, soltanto un po' di felicità.
Allora sì che hanno davvero senso gli insegnamenti del Maestro che ci ha dato la possibilità di cercare con un mezzo estraneo alla nostra cultura una stabilità emotiva e di pensiero.
Ma seriamente, in che razza di società viviamo?

domenica 26 febbraio 2012

Ahio.

E con questa singola onomatopea riassumo il mio fine settimana in montagna con tanto di pomeriggio passato a cercare d'imparare l'abc dello snowboard.
Mi. Fa. Male. Tutto.

mercoledì 22 febbraio 2012

sabato 18 febbraio 2012

Dopo il premio..

Apprendo da Cincia che dopo aver ricevuto il premio c'è una piccola "penale" da pagare. Ovvero raccontare 7 cose su di sè che la gente non sa o non ricorda o che non si sono comunque mai raccontate.
Oddio, 7 cose son veramente tante!

1- Adoro i blog, mi piace leggerli, mi piace interagire con chi li scrive. Sembra scontato, ma ultimamente avere un blog sembra quasi come monologare e basta quando, invece, penso che la forma corretta sia quella di poter in qualche modo dialogare con gli altri blogger. Infatti ho la maniacale tendenza a voler rispondere a tutti i (pochi) commenti che mi ritrovo nei post per far vedere che sì, ho letto quello che ha scritto chi è passato di qua.

2- Ho la tendenza ad avere lunghi ed estenuanti dialoghi con il mio Mac...quando guardo dei video o leggo delle cose me la rido allegramente e inizio a parlare. Abbiate pietà di me!

3- Ho una latente personalità da stalker che si manifesta in tutta la sua potenza quando trovo qualcuno/qualcosa d'interessante e io DEVO arrivare a conoscere tutto lo scibile a me concesso.

4- Come piccolo effetto collaterale del punto 3 mi piace osservare la gente (posso anche mascherare la cosa sotto la definizione "deformazione professionale mancata da giovane sociologa mancata"). Lo ammetto: a volte esco solo per fare quello...nel senso (prima che parta qualche denuncia) quando ho una giornata libera magari prendo e vado in centro completamente da sola e dopo aver guardato le solite cose in libreria mi piazzo da qualche parte con un bel caffè davanti e guardo la gente. A volte con la musica e mi diverto ad immaginare i dialoghi, a volte senza e cerco d'indovinare in base ai discorsi quella che potrebbe essere la loro vita. Oppure osservo semplicemente il comportamento in dati momenti.

5- Mi piace avere la casa in ordine. E questo è uno dei miei desideri irrealizzabili. Infatti la voglia di avere la casa in ordine è direttamente proporzionale al caos che, invece, vi regna. Con tanto di occhiate sdegnanti da parte mia e qualche tentativo di riordino che sembra una goccia nel mare.

6- Sebbene io ami senza condizioni il caffè mi piace anche il tè (ma di questo, lo ammetto, me ne intendo poco)

7- Mi piacciono i cambiamenti una volta che si son realizzati, ma, avendo un animo conservatore, mi ci vogliono lunghi travagli per poterli attuare. Ad esempio è un mese che penso di voler cambiare il layout del blog ma non mi sono ancora decisa a farlo perchè a questo sono affezionata. Eppure so che cambiarlo sarebbe una buona cosa. Ecco...immaginatevi nella realtà che parto possa essere, ogni volta, decidere di cambiare qualcosa...

Là, fatto.