giovedì 4 agosto 2011

Di caos, partenze e simili.

Ho scoperto una cosa fantastica: riesco a creare un disordine organizzato. Altrimenti non si spiega come in 6.40 minuti io sia in grado di rendere casa ordinata ed accettabile ad altri esseri umani in visita alla mia umile dimora. Ovviamente senza utilizzare il metodo "stipamento nell'armadio" che implica poi il bisogno dell'intervento dell'unità cinofila alla riapertura del suddetto e della conseguente slavina.
Al di là di questa fantastica scoperta c'è il quotidiano impegno del crocettare i giorni sulla mia iCal per il conto alla rovescia per la partenza per la Cina ("crocettare" "per" quanti fattori "x" in questa frase!!).
Dicevo, la partenza. Sabato 13. Ormai manca un niente.
Sono pentita? Assolutamente no.
Sono spaventata? Assolutamente sì.
Ho due generi di paura.
Paura 1: riguarda l'incognita dell'esperienza e risponde a domande del tipo "riuscirò a reggere bene gli allenamenti?", "farò abbastanza attenzione alle varie condizioni igieniche?" e simili.
Paura 2: questa è quella paura bella, come quella prima della discussione della tesi, quella che ti fa capire che stai facendo una cosa che non farai tutti i giorni, che farai qualcosa di grande nel tuo piccolo. La laurea era qualcosa di grande per lo studio e, si suppone, per la mia vita in generale. Il viaggio in Cina è qualcosa di grande per molte cose: per la mia Pratica, per me perchè sarà mettermi alla prova sotto tanti aspetti compreso quello della responsabilità.
Insomma ho un po' paura all'idea di partire ma voglio partire.

mercoledì 20 luglio 2011

Shaolin Summer Retreat.

Credo che sia realmente impossibile descrivere questo ritiro in montagna con i ragazzi.
Tanta, tantissima fatica, ritmi sostenuti e i 2000 metri non ci sono stati certo d'aiuto.
Nonostante questo lo rifarei anche adesso.
Quando si dice "il giusto connubio tra sacro e profano (cit.)"
Sveglia la mattina prima delle 5 e corsa ed esercizi vari (scatti, balzi, calci, posizioni, compagni in spalla...) fino alle 7equalcosa, colazione, alle 9 allenamento fino alle 12, pranzo, alle 15 allenamento fino alle 18equalcosa, cena, chiacchierata serale e poi coma e tutti a dormire.
Il ritmo giusto per vivere bene specialmente se la compagnia è quella di questo ritiro.



mercoledì 6 luglio 2011

Animo conservatore.

Non che non ne fossi già a conoscenza, ma ultimamente questo aspetto del mio carattere è risorto dalle ceneri (tipo la fenice per intenderci). L'avevo accantonato, o meglio, dimenticato per un po'. Anzi diciamo che l'avevo proprio ignorato per essere precisi.
Già nelle piccole cose, quelle materiali principalmente, è sempre stato abbastanza presente. Ad esempio: cambio il cellulare perchè il vecchio non ne vuole sapere di accendersi ebbene quel cellulare non lo butto, lo tengo come reliquia come se potesse ancora servirmi. In realtà è sempre stato così, anche cambiare posto alle cose mi ha sempre causato qualche problema...se lì ho sempre tenuto i libri classici e lì quelli di narrativa orientale invertire il loro posizionamento era qualcosa che per me rappresentava un gran cambiamento.
Che poi dire una cosa del genere quando negli ultimi 5 anni ho cambiato 1 città, 3 case, 1 Scuola, 1 università sembra anche abbastanza contraddittorio, ma nella mia testa è diverso.
Se sono io a cambiare non mi crea così tanti problemi, è quando cambiano le altre cose o gli altri che mi mette in subbuglio.
Quello che poi odio di più è dover salutare le persone. Non dico "dover dire addio" perchè suona proprio male, ma in certe occasioni sarebbe forse l'espressione più corretta.
Vedere partire le persone che, a volte per molti anni, a volte per un po' meno tempo (ma poi conta la qualità del tempo e non la quantità, giusto?) mi sono sempre state accanto è disarmante.
Quando accade questa cosa vorrei che i miei progetti si realizzassero in un istante, senza dover aspettare perchè aspettare significa restare indietro.
Così quando Alex ha finito il master e sono andata in università a salutarlo prima che tornasse a Monaco ho cercato di non dar troppo peso alla cosa pur sapendo che chissà quanto tempo dovrà passare prima che ci si riveda e che non sarà, comunque, più la stessa cosa. Stiamo parlando di 3 anni passati nella stessa casa santiddio non di 2 giorni. Risultato: il mio fantastico subconscio mi ha fatto sognare almeno 2 volte il momento in cui ci siamo salutati (in situazioni diverse, ma il senso era quello) con il conseguente scazzo unito ad un misto di depressione la mattina dopo al risveglio.
Mi sono rotta di cominciare a dover contare i giorni che mancano alla partenza delle persone alle quali in questi anni mi sono affezionata di più.
La cosa divertente per quel sadico bastardo che è il destino, o chi per lui, è che mi sono resa conto che la stragande maggioranza delle persone che conosco presto porterà via i cosiddetti da qua in un lasso di tempo di poco superiore ad un anno se li mettiamo tutti insieme. Fantastico no? Sarebbe già traumatico vederli trasferiti in altre città italiane (magari anche raggiungibili) figurarsi sparsi in qualche parte del globo.
E dire che quando abitavo giù in Liguria questo problema non si è mai presentato (forse perchè mi relaziono/avo con così poche persone da non dovermi porre il dilemma), da quando sono qua a Milano, invece, le situazioni di questo genere sono cresciute in modo esponenziale. A volte penso che ci sia la necessità di un radicale cambio nell'approccio. Tipo: dopo qualche mese qua a Milano mi sono resa conto che se le eventuali domande di approccio con un ragazzo (mai fatto, si parla di ipotesi...) prima erano da porsi nel seguente ordine 1- sei single, 2- come ti chiami, una volta nella capitale della moda l'ordine mutava in 1- sei etero, 2- sei single, 3- come ti chiami.
Quindi in base a questo d'ora in avanti le domande prima di stringere nuove amicizie saranno 1- hai intenzione di restare in Italia almeno per i prossimi 70 anni, 2- hai intenzioni di restare a Mialno almeno per i prossimi 70 anni. Superate queste due domande filtro si potrà eventualmente iniziare un rapporto di amicizia.
Che poi qualcuno mi chiede cose del tipo "ma perchè non prendi e vai anche te da qualche parte?"
In effetti non è mica una domanda stupida, ma ci sono un po' di motivazioni. Punto primo: avendo preso casa qua se non voglio essere perseguitata a vita dai miei forse è il caso di non farmi prendere da strane manie di espatrio se non per brevi (brevissimi) periodi e con validissime motivazioni. Punto secondo: la Scuola. Non ci penso nemmeno lontanamente ad abbandonare i miei Maestri e le persone che ho incontrato lì, non dopo 888 giorni di depressione e non dopo aver trovato persone come loro. Punto terzo: sarebbe carino da parte mia realizzare almeno un quarto dei miei progetti prima di buttarmi all'avventura e rischiare di non concludere un tubo.
Maledizione odio i cambiamenti eccessivi, li detesto!
Specialmente quando mi trasformo in un'adolescente piagnucolosa che si mette ad ascoltare canzoni di gruppi improponibili che se me l'avessero detto mi sarei messa a ridere liquidando la cosa con un "ma anche no" secchissimo. E direi che ero così felice di aver saltato questa fase...

sabato 18 giugno 2011

Fuori...

Sono completamente fuori di testa!
Domani (vista l'ora sarebbe il caso di dire oggi) c'è l'esame per il passaggio di livello e io sono agitata.
Non ne ho combinata una giusta in tutta la giornata!
1- non ho ancora finito di ripassare la teoria
2- sono andata alla Billa a fare la spesa e ho dimenticato lì (o almeno lo spero) tutto il malloppo con: patente, tesserino sanitario, abbonamento, bancomat, tessere sconto, badge dell'uni
3- arrivo a casa (momento nel quale mi sono accorta di questa mia genialata del punto 2) e mi son ricordata di non avere magliette della Scuola pulite al che ho ne ho presa una l'ho messa a bagno l'ho lavata per bene, l'ho strizzata e mi sono accorta che era la maglietta con lo stemma dello IULM, quindi ho ricominciato da capo il procedimento
4- mi chiama L con il numero di Jaolien e io da brava miss finezza quale sono ho chiesto con il mio miglior tatto da scaricatrice di porto "ma chi ca%%o sei?". Volevo scavarmi la fossa
5- arrivo alla pizzeria per la cena e mi siedo sotto a un lampione a studiare, mi chiama L e mi chiede "dove sei?" e io "fuori dalla pizzeria, voi?" "ah ma noi siamo già dentro che mangiamo". 20 minuti fuori come una demente
Basta fate qualcosa!

sabato 11 giugno 2011

Angels On the Moon - Thriving Ivory 1900production.

Ecco il primo video della 1900production.
La canzone l'avevo già postata qua sul blog tempo fa e quindi porta con sè tantissimi ricordi. Non il testo, solo la melodia, ovviamente.
Mi ricorda uno dei periodi più significativi della mia vita e cioè la stesura della tesi e il trasferimento qua nella nuova casa milanese.
Buona visione!

Angels On the Moon - Thriving Ivory 1900production

lunedì 30 maggio 2011

Venerdì 10 collegatevi a questo sito e fate sapere le vostre opinioni sul primo video realizzato da questi ragazzi.
Posso assicurarvi che sarà una piacevole sorpresa!

www.1900production.com

venerdì 27 maggio 2011

Video profilo di un Praticante.

Il seguente video è stato realizzato da alcune studentesse dell'università IULM impegnate nella realizzazione di un progetto riguardante la vita di giovani studenti appassionati ad attività sportive fuori dagli standard.
Così Andrea ci racconta la sua esperienza nello Shaolin.